Gli immigrati regolari in Italia hanno raggiunto quota 2.800.000. Si tratta di 200mila persone in più rispetto all’anno scorso. Un numero che è raddoppiato rispetto al 2000 e destinato ad aumentare fra 10 anni quando la popolazione straniera prevista sarà di circa 5 milioni e mezzo. E’ la stima sulla presenza di immigrati nel nostro paese secondo l’annuale dossier della Caritas/Migrantes "Immigrazione è globalizzazione".

La popolazione straniera (48,4% sono donne) sfiora il 5% del totale, in linea con la media europea: "siamo un grande paese di immigrazione" sottolinea il rapporto. E’ il Canada, dove la presenza straniera è così forte da incidere per un sesto sulla popolazione, il modello più probabile verso il quale si sta dirigendo il nostro paese. Gli immigrati sono mediamente più istruiti degli italiani. Il dossier sottolinea: i residenti stranieri laureati sono il 12,1% mentre tra gli italiani sono solo il 7,5%. Primato anche per gli altri titoli di studio. I diplomati stranieri sono il 27,8% contro il 25,9% di quelli italiani e i possessori di licenzia media stranieri il 32,9% contro il 30,1%. Tra le donne, poi, il livello di istruzione è persino "molto più alto". Per il rapporto, la discriminazione verso gli immigrati è ancora attualissima.

Nel mondo del lavoro, ad esempio, gli stranieri sono destinati a mansioni più gravose, sono soggetti a turni più disagiati rispetto agli italiani e nel 60% dei casi subisce atteggiamenti di discriminazione da parte dei colleghi (dati Ires 2005). Fra l’altro, sopperiscono alla carenza di infermieri con ben 5 mila professionisti. In leggera diminuzione i rimpatri degli immigrati irregolari. Il dossier della Caritas/Migrantes, che elabora dati del ministero dell’interno, ha registrato un calo di circa il 5% in un anno. Nel 2003 erano il 61,6% delle persone da allontanare, sono stati il 56,8% nel 2004 (pari a 105 mila provvedimenti). Il dossier segnala, inoltre, che la maggioranza degli irregolari che arrivano in Italia lo fa via terra e non via mare, come farebbero pensare le frequenti notizie di sbarchi sulle coste nazionali.

A ricorrere ai gommoni, per cercare la fortuna all’estero, e’ appena il 10 del totale. Un altro 15% passa attraverso le frontiere mentre la restante parte di irregolari riguarda persone entrate regolarmente che poi sono rimaste oltre la scadenza. La Caritas ipotizza che nel 2004 le persone morte in mare per raggiungere l’Italia sono ‘molto di piu” di 500, dato ipotizzato per i decessi di irregolari che volevano raggiungere le coste spagnoli. Tuttavia, sempre nel 2004, sono sbarcate in Italia 13.635 persone, in prevalenza nei mesi estivi, con la punta massima di settembre (quasi 3 mila persone). Ad essere interessate sono ormai esclusivamente le coste siciliane e non piu’ quelle calabresi e pugliesi. I paesi maggiormente coinvolti sono quelli africani come l’Egitto, il Corno d’Africa, il Sudan, la Sierra Leone, il Burkina Faso e la Nigeria. Gli scafisti sono in buona parte libici e tunisini. Rispetto ai rimpatri, le nazionalita’ che primeggiano, che registrano fra il 60 ed 80%, ci sono i bulgari, gli albanesi, i rumeni e i serbi. I meno colpiti da questo provvedimento risultano invece i moldavi e i marocchini (34% e 38%).

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