La povertà è sostanzialmente stabile nel nostro Paese: nel 2005 le famiglie in condizioni di povertà sono state 2.585.000, pari all’ 11,1% delle famiglie residenti. Nel 2004 erano l’11,7%. Le persone che vivono in condizione di povertà sono complessivamente 7.577.000, pari al 13,1% della popolazione. A rilevarlo è l’Istat nel rapporto annuale sulla povertà. La linea di povertà relativa per una famiglia di due persone corrisponde nel 2005 a 936,58 euro al mese (+1,8% rispetto alla linea del 2004).

La lieve diminuzione di famiglie povere nel 2005 rispetto al 2004 è secondo l’istituto di ricerca non significativa dal punto di vista statistico. Ancora: si conferma il divario tra Nord e Sud del Paese: il Mezzogiorno (24%) mantiene gli elevati livelli di incidenza raggiunti nel 2004 (quattro volte più alto che al Nord); a forte rischio anche le famiglie con cinque o più persone, le famiglie i cui componenti sono in cerca di occupazione e le famiglie con anziani. L’intensità della povertà (ossia la misura di quanto in percentuale la spesa media delle famiglie definite povere è al di sotto della soglia di povertà) nel 2005 è pari al 21,3% (era 21,9% nel 2004); questo valore indica di quanto in termini percentuali la spesa media mensile delle famiglie povere, pari a circa 737 euro (era di 719 euro l’anno precedente) è al di sotto della linea di povertà.

La regione dove ci sono minori famiglie povere è l’Emilia-Romagna (2,5%), la provincia di Bolzano (4%) e la Lombardia (3,7%); all’ opposto la Sicilia con il 30,8% di famiglie povere si conferma al primo posto della classifica negativa, segue la Campania con il 27% e la Basilicata con il 24,5%. In media, sono povere il 6% delle famiglie al Centro e il 4,5% al Nord.
Le indicazioni dell’Istat sulla povertà delle famiglie italiane confermano la necessità che nella Finanziaria siano modificati le misure a favore delle famiglie più bisognose. Questo il commento dell’Adiconsum che spiega: "Un Paese civile non può permettersi di avere un indice di povertà intorno al 10% con punte oltre il 40% nel Mezzogiorno del Paese. E’ grave che negli ultimi anni non si siano avuti sostanziali abbassamenti dei vari indici di povertà e che soprattutto si sia allargata la forbice del Nord e del Centro rispetto al Sud".

L’associazione vuole chiedere al Governo di rivedere nella Finanziaria la parte relativa ai percettori di reddito inferiori ai 936 euro, sia dal punto di vista fiscale, sia relativamente all’assistenza sanitaria, sia attraverso l’ampliamento dell’ammontare del Fondo di solidarietà sociale.

Queste misure – sottolinea Adiconsum – sono indispensabili per una Finanziaria che è stata definita per la prima volta a favore delle famiglie, ma non sono sufficienti: altri devono essere i miglioramenti per rendere veramente favorevole la manovra per i consumatori e le famiglie.

 

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