Rispetto al 2001, il numero delle cooperative sociali, nel 2003, è cresciuto dell’11,7%. L’Istat (Istituto nazionale di statistica) ha ieri pubblicato la seconda rilevazione sulle cooperative sociali iscritte nei registri regionali e provinciali al 31 dicembre 2003. Secondo la ricerca le cooperative sociali attive al 31 dicembre 2003 sono 6.159, mentre ammontano a 875 quelle che, alla data di riferimento della rilevazione, non avevano ancora avviato l’attività o l’avevano sospesa temporaneamente.

Nel 60,2% dei casi si tratta di cooperative che erogano servizi socio-sanitari ed educativi (tipo A, 3.707 unità) e nel 32,1% di unità che si occupano di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati (tipo B, 1.979 unità). Le cooperative ad oggetto misto (che svolgono sia attività di tipo A sia di tipo B) ed i consorzi sono molto meno numerosi: 249 le prime (4,0%) e 224 i secondi (3,6%).

Dal punto di vista economico, le cooperative sociali registrano nel complesso circa 4,5 miliardi di euro di entrate. I valori non sono distribuiti omogeneamente tra le varie tipologie di cooperativa: a fronte di un valore medio della produzione di 720 mila euro, le cooperative di tipo A si attestano a circa 770 mila euro per unità, quelle di tipo B e ad oggetto misto a circa 473 mila euro, mentre i consorzi presentano un valore medio pari a circa 2 milioni di euro.

Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, nel 2003, la maggior parte delle cooperative sociali è localizzata nel Mezzogiorno (32,4% pari a 1.998 unità). Seguono il Nord-ovest con il 26,6% (1.637 unità), il Nord-est con il 20,9% (1.289) ed il Centro con il 20,1% (1.235). Rispetto al 2001, le cooperative sociali del Nord-ovest diminuiscono leggermente il proprio peso relativo, scendendo dal 29,8% al 26,6%.

Per maggiori informazioni visita il sito dell’Istat.

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