In un processo di precarizzazione sempre più accentuato e preoccupante, Maurizio Sacconi, Sottosegretario del Ministero del Welfare, e Michele Tiraboschi, docente universitario di diritto del lavoro, hanno raccolto le loro riflessioni in un libro "Un futuro da precari?" presentato oggi alla Camera di Commercio di Milano. All’evento hanno partecipato Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica di Milano, Stefano Parisi, Amministratore delegato di Fastweb, Maurizio Belpietro, direttore de "Il giornale".

Nel libro presentato, Sacconi vuole provocatoriamente sfatare i luoghi comuni sulla precarietà e sulla legge Biagi. L’atto d’accusa verte su quattro direttrici principali: la famiglia, che non stimola percorsi innovativi; l’università, che non prepara adeguatamente e ritarda l’ingresso nel mercato del lavoro; l’impresa, che non investe sui giovani ma solo sui quadri già formati; il sindacato, che non difende chi muove i primi passi alla ricerca di lavoro, ma solo chi è già contrattualizzato.

"Il libro nasce per rispondere alle accuse dell’opposizione secondo cui la riforma Biagi ha bruciato un’intera generazione", ha dichiarato Sacconi, che ribadisce invece che l’economista voleva soprattutto offrire "sulla base delle migliori esperienze straniere, l’ambiente più idoneo ai giovani volonterosi di essere utili a sé, agli altri e al futuro del proprio Paese".

Infine per rispondere polemicamente ai dati annunciati nei giorni scorsi dall’Istat – secondo cui nel 2005 sarebbero state perse 100.000 unità lavorative a tempo indeterminato – Sacconi puntualizza che le percentuali diffuse sono una "astrazione teorica", perché l’anno scorso "i posti di lavoro sono cresciuti e questo è inequivocabile".

 

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