Luca Coscioni leader dell’Associazione che porta il suo nome e presidente di Radicali italiani, è morto. Era malato dal 1995 di sclerosi laterale amiotrofica ha combattuto una lunga battaglia sulla bioetica, per la liberalizzazione della ricerca sulle staminali. Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, ha espresso, a nome di tutta l’associazione, il dolore e il cordoglio per la scomparsa di Luca Coscioni. "Da sempre abbiamo seguito e apprezzato la sua battaglia per i diritti dei malati e per la libertà della ricerca scientifica. Siamo stati sullo stesso fronte in occasione di sfide importanti come quella per la fecondazione assistita. La sua testimonianza e il suo lavoro ci chiedono oggi di rinnovare l’impegno per la tutela della salute di tutti e per il miglioramento della qualità della vita. Sono temi sui quali siamo sempre stati in prima linea, soprattutto con le iniziative del Tribunale per i diritti del malato e del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici. Il suo esempio e la sua eredità ci rendono oggi più forti e determinati nell’affrontare le nuove sfide, in un momento in cui i diritti dei malati sono ancora disattesi e violati".

Il ministro della Salute, Francesco Storace ha ricordato: "un uomo forte e coraggioso, che ha lottato fino alla fine, non solo per sé, ma per i diritti di tutti coloro che sono meno fortunati e vivono, ogni giorno, una condizione difficile, legata a disabilità fisiche o psichiche".

"Ho appreso con grande commozione e dolore la notizia della scomparsa di Luca". E’ quanto ha affermato Vannino Chiti, coordinatore per le Relazioni politiche e istituzionali della segreteria nazionale dei Ds, nel messaggio di cordoglio inviato all’associazione Luca Coscioni.

"Ciò che di lui resta – prosegue l’esponente della Quercia nel messaggio – è il soffio vitale che in questi anni, nonostante la sua invalidante malattia, ci ha profuso, promuovendo e sostenendo battaglie per la libertà della ricerca scientifica. É stato, in questo, un instancabile alleato per tante persone che, nelle sue medesime condizioni di vita, lo hanno potuto sentire vicino". "A noi che restiamo – conclude Chiti – rimane il dovere morale di un impegno per realizzare in Italia e ovunque gli obiettivi ai quali Luca ha legato il senso della sua vita".

Anche il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso ha espresso cordoglio: "La sua coraggiosa azione in difesa della libertà di ricerca è stata particolarmente preziosa in un Paese come l’Italia, così diffidente neiconfronti della scienza e al contrario troppo indulgente con chi spacciasenza contraddittorio tesi assolutamente prive di riscontro scientifico. Assicuro che personalmente farò il possibile per evitare che la ricca eredità culturale e morale di Luca Coscioni venga dispersa, trascurata o dimenticata".

 

 

 

 

 

 

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