E’ stata aperta il 9 febbraio scorso dal discorso introduttivo del Presidente Franco Tumino, l’assemblea congressuale dell’Associazione delle cooperative di servizi aderenti a Legacoop. La relazione del Presidente dell’Ancst ha focalizzato le principali richieste da parte del mondo cooperativo alla prossima legislatura, tra cui regole certe del mercato, un sistema di controlli più efficace ed un regime fiscale adeguato agli obiettivi mutualistici delle imprese in questione.

Il Presidente Tumino non ha potuto esimersi dall’affrontare lo scottante tema del caso Unipol-Bnl: "di fronte alla campagna diffamante e denigratoria di alcuni, ci è parso al nostro interno che prevalga l’idea di lasciar perdere, che non ci sia bisogno di replicare. Siamo certi – ha aggiunto Tumino – che il tempo sia galantuomo". D’altronde "abbiamo dovuto prendere atto che neppure noi siamo al riparo dalle tentazioni di arricchimento personale, noi che pure pensiamo di essere costantemente rivolti a coniugare gli interessi dei singoli con l’interesse generale". "Non ci sono cooperatori al di sopra di ogni sospetto, ed è necessario mettere in atto azioni atte prevenire comportamenti devianti oltre che darsi regole di Governance più adeguate".

Ma qual è il ruolo delle cooperative nella crisi economica del Paese? "Una crisi che – secondo Tiziano Treu, intervenuto al dibattito – è la più grave del dopoguerra". Le imprese mutualistiche, specie quelle nel settore dei servizi, possono dare molto per lo sviluppo in Italia. I risultati attuali dei fatturati (il valore della produzione è aumentato nell’ultimo quadriennio del 24), del numero di occupati (che registra una crescita di circa 50.00 unità nel periodo considerato) e delle dimensioni (le cooperative medio-grandi in Italia sono 32, con fatturati di quasi 2.254 mil. di euro) sono, per l’On.Treu, responsabile Politiche del lavoro della Margherita, già molto incoraggianti.

Le priorità richieste alla prossima legislatura, elencate dalla relazione del Presidente dell’Ancst, sono le seguenti: neutralizzare l’Iva per le esternalizzazioni di attività di servizio da parte di soggetti pubblici; confermare al 31 dicembre 2006 il termine previsto per il regime transitorio degli affidamenti dei servizi pubblici locali; varare un provvedimento che disciplini la rappresentatività e la titolarità a sottoscrivere contratti di lavoro erga omnes: equiparare le aliquote previdenziali previste per lavorati atipici e lavoratori subordinati; potenziare i controlli degli Ispettorati del Lavoro; dare alla Cassa depositi e Prestiti la facoltà di effettuare anticipazioni di crediti vantati dalle imprese verso le Pubbliche Amministrazioni, anche non statali.

Hanno in parte illustrato le intenzioni dell’eventuale Governo di Centro-Sinistra sia l’On. Treu sia Cesare De Piccoli, responsabile Imprese e Infrastrutture dei DS. Tre i punti focali su cui intende impegnarsi la coalizione di Prodi, in merito ai problemi delle cooperative e dell’economia del Paese: estendere il processo di liberalizzazione ai servizi pubblici locali; creare un sistema trasparente, concorrenziale, con regole certe anche nella gestione del mercato del lavoro (puntando sulla flessibilità e non sulla precarietà, dato che ,secondo De Piccoli, precarietà equivale a concorrenza sleale); dare certezza nel pagamento delle prestazioni da parte della P.A. (mediante forme garantite di anticipazione).

"I servizi costituiscono l’80% del futuro economico – ha affermato l’On.Treu -, e per sostenere tale settore bisogna investire su innovazione e professionalità". A tal proposito l’esponente diessino si dice favorevole a premi ed incentivi fiscali alle imprese che si impegnino in questo senso. Secondo Treu, liberalizzare significa "liberare energie da ostacoli e barriere (specie nei servizi, dove spesso operano le cooperative). Non basta però liberalizzare, occorre poi che la politica indichi in quale direzione andare. Ci vuole gradualità in tale processo, ponendo degli obiettivi precisi da raggiungere".


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