E’ stata presentata oggi a Roma presso la Casa Internazionale delle Donne( progetto del movimento delle donne di Roma di cui fanno parte più di 40 associazioni federate al Centro femminista Separatista e all’ Associazione Federativa Femminista Internazionale) la Carta delle donne per l’agricoltura, l’ alimentazione e il territorio rurale. Ad aprire i lavori Mariella Gramaglia, Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Roma, che ha dichiarato:"Questo Forum delle donne rappresenta un luogo di incontro, dialogo,confronto politico tra tutte le donne,con diverse culture e tradizioni, del mondo agricolo e della filiera agro-alimentare, legate ai nostri territori per l’affermazione della sovranità e della sicurezza alimentare, lo sviluppo sociale e sostenibile del mondo rurale e un corretto rapporto tra agricoltura, industria,servizi,turismo e tra città e campagna.

Nei Paesi del Sud del mondo i ritmi della vita sono scanditi dalla luce solare e dal lavoro delle donne: il pianeta appartiene a tutti e la cooperazione e la solidarietà internazionale rivestono un ruolo fondamentale. E’ necessario avere consapevolezza della forza che possiamo trarre dall’incontro di donne provenienti da esperienze diverse e con ruoli diversi,unite nella volontà di agire per il riconoscimento del ruolo che le donne già oggi hanno nell’agricoltura,nella filiera agro-alimentare e nei territori rurali". Durante il dibattito sono stati affrontati i principali temi contenuti nella Carta delle donne per l’agricoltura:

  • la sicurezza alimentare e i consumi;
  • l’agricoltura e la cultura;
  • il lavoro, la legalità e la formazione;
  • la ricerca e l’innovazione;
  • la qualità del territorio e lo sviluppo rurale.

Della Direzione nazionale DS, Emilia De Biasi, ha aggiunto:" I processi di globalizzazione ridisegnano anche per il comparto agroalimentare nuovi e più complessi scenari. Oggi l’agricoltura e il settore agroalimentare si trovano al centro di una attenzione nuova rispetto al passato, in quanto il tema della sicurezza alimentare è sentito nella doppia valenza della quantità e della qualità, coinvolge le grandi produzioni strategiche dei cereali,( mais,grano, riso..), delle produzioni animali e dei diversi cicli di trasformazione agroalimentare.In questo quadro si inserisce l’agricoltura italiana, una delle più evolute e importanti del mondo per la sua capacità produttiva, sia in termini di quantità che di qualità, che si esprime nel made in Italy alimentare, patrimonio unico al mondo che tanti paesi tentano di imitare.La presenze delle donne nel settore, ha continuato De Biasi,è in crescita rispetto ad un trend che, nel suo complesso,continua a subire la perdita di addetti. Due terzi delle aziende agricole italiane vedono le donne inserite nel processo produttivo come imprenditrici(26,3%) o come coadiuvanti(40,3%) mentre risulta stabile quella del lavoro dipendente.

L’agricoltura e il territorio agricolo sono parte essenziale dello sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale nel nostro Paese e le donne sono protagoniste dei processi innovativi in agricoltura: dalla ricerca alla valorizzazione delle tradizioni,all’innovazione, alla multifunzionalità(biotecnologie sostenibili, prodotti tipici..)e continuano ad essere presenti nei grandi settori della filiera agro-alimentare. La presenza delle donne è caratterizzata da un alto livello culturale e dalla capacità di analisi rispetto al processo alimentare e ambientale che porta ad esprimere ed affrontare le problematiche della società civile, integrando la visione economica con un modello di sviluppo etico e sociale di tipo solidale e,quindi,sostenibile. " L’agricoltura può e deve essere fattore di crescita- ha spiegato Anna Laura Rosati, Responsabile Autonomia tematica Agricoltura di Roma- e il diritto al cibo deve essere garantito a tutti. Pertanto, è necessario colmare il divario esistente tra l’Occidente e i Paesi in Via di Sviluppo, migliorare le dotazioni infrastrutturali e dei servizi di prossimità, affinchè vi sia un adeguamento delle condizioni di vita civile e culturale ai livelli dei centri urbani e nelle aree rurali".

E’ intervenuta all’incontro anche Anna Bartolini, rappresentante italiana nel Consiglio Europeo dei Consumatori, che ha sottolineato la funzione delle imprenditrici agricole, lavoratrici e consumatrici nel campo dell’alimentazione e del territorio. "Chiediamo – ha dichiarato Bartolini – che le donne che lavorano in agricoltura e per l’industria alimentare siano vicine a noi nella battaglia per " ripenalizzare" i reati alimentari. Troppe truffe, troppi danni , troppa incuranza del rispetto della salute dei consumatori. Chi truffa deve andare in galera : non bastano le multe!Chiediamo inoltre che chi "viene preso con le mani nel sacco" ed abbia immesso o commercializzato sul mercato prodotti agroalimentari dannosi e pericolosi non possa più essere un imprenditore del settore. Vogliamo "fuori" dal settore tutti coloro che speculano sui prodotti agro alimentati per guadagnare sulla pelle della gente.Vogliamo più contatti stretti tra le donne che "operano dal campo alla tavola " e chiediamo che siano rappresentate là dove si prendono le decisioni che toccano la nostra salute".

 

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