Si chiama Fashion Freedom ed è un marchio di moda etica, nato da un progetto di sviluppo e riduzione della povertà in Africa, sostenuto dalla collaborazione fra Coop e International Trade Centre, l’agenzia delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Compagna d’avventura è Alta Moda/AltaRoma che ha dato vita nel 2010 al concorso "Who’s on next?" alla ricerca di giovani talenti creativi: i tre stilisti vincitori (il turco Erkan Coruh, l’italiana Rosa Clandestino alias Silvia Arguello e la spagnola Elisa Palomino) hanno sviluppato, lavorando in Kenya, i prototipi di t-shirt glamour realizzate con materiali organici e di riuso.

Magliette con pettorine applicabili che ricordano lo stato dell’Africa, perline Maasai, finiture con la corteccia, frammenti di cotone che formano insoliti patchwork, ricami, decorazioni. Pezzi d’Africa il cui acquisto garantisce un sostegno all’economia locale. A partire dall’inizio di maggio le t-shirt verranno distribuite negli iper e in alcuni supermercati di Coop. Una prima collezione che unisce lo stile alla solidarietà a un prezzo accessibile (le t-shirt 100% cotone hanno un prezzo che non supera i 20.00 euro, la variante bambini a 7.90 euro). Con questa offerta si permette ai soci e consumatori Coop di contribuire in modo costruttivo a un progetto di sviluppo.

Per Coop è un ulteriore tassello in un percorso di impegno che si affianca alla linea di prodotti del commercio equo e solidale a proprio marchio (Solidal Coop che comprende anche prodotti tessili) e agli altri progetti di aiuto allo sviluppo e solidarietà nei paesi più svantaggiati del mondo.

L’intero progetto è una sorta di filo teso fra il settore dell’alta moda e le comunità africane marginalizzate; attraverso un incubatore di impresa che si trova a Nairobi, in Kenya, si riesce a garantire ai lavoratori un equo compenso, secondo i criteri del Fair Labour, e a ridurre al minimo l’impatto ambientale dei processi produttivi.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Parliamone ;-)