Con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre saranno state oltre 80 milioni le bottiglie di spumante stappate in Italia nel corso delle feste di fine anno tra case private, ristoranti, piazze e luoghi di intrattenimento. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che quest’anno, a fronte di una sostanziale stabilità nei consumi a livello nazionale (+1 percento), saranno in molti a brindare Made in Italy anche all’estero dove si è registrato un aumento delle esportazioni dell’8,6 percento in valore, con aumenti significativi negli Stati Uniti e addirittura in Francia, secondo i dati Istat relativi ai primi nove mesi del 2005.

L’ultima indagine Ismea – Ac Nielsen sul consumo domestico di spumante evidenzia che – sottolinea la Coldiretti – a prevalere nelle case degli italiani è lo spumante dolce (58 percento), seguito da quello classico (7 percento) e per ultimo dallo champagne (3 percento). Se "in casa" è netta la supremazia tricolore, i brindisi Made in Italy aumentano anche all’estero e crescono in modo sorprendente addirittura in Francia con un + 14,4 percento nel valore delle esportazioni. E risultati positivi si hanno anche negli Stati Uniti dove lo spumante italiano fa segnare nel 2005 un aumento del valore delle esportazioni del 15 per cento e si colloca saldamente al secondo posto nelle preferenze degli statunitensi dopo la Francia che registra pero un tasso di crescita inferiore (11 per cento), secondo i dati dell’italian Wine and Food Institute nei primi nove mesi.

Ma ad apprezzare lo spumante Made in Italy sono anche la Germania (25 percento), la Gran Bretagna (10 percento) e la Francia (7 percento) nonostante la concorrenza del locale champagne. In Italia sono prodotte circa 300 milioni di bottiglie delle quali circa 280 milioni ottenute con il metodo Charmat e 20 milioni con il metodo classico Champenois che differisce perché la fermentazione non avviene in autoclave ma in bottiglia e comporta una lavorazione che può durare fino a tre anni con un prezzo finale più elevato. Le zone di maggiore produzione – conclude la Coldiretti – sono il Piemonte, il Veneto, la Lombardia ed il Trentino, anche se negli ultimi anni si sta registrando un interessante incremento nelle Regioni del Sud Italia.

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