"Lo sciopero dei buoni pasto è pienamente legittimo, ma bisogna evitare che a rimetterci siano gli anelli deboli della catena, i consumatori-lavoratori e gli esercenti". Questa l’opinione del Vice ministro delle Attività Produttive, Adolfo Urso, che interviene sulla guerra dei buoni pasto. In un comunicato, Urso ha invitato l’Autorità Garante per il Mercato e la Concorrenza ad avviare "un’istruttoria utile e necessaria per la massima trasparenza possibile". Ciò che è importante secondo il vice ministro "è che a pagare non siano proprio quei lavoratori per i quali i buoni pasto rappresentano un’esigenza irrinunciabile a fronte di un costo della vita che ha subito contraccolpi a tutti noti".

Il Codacons, invece, ha reagito duramente all’ iniziativa della Fipe con cui sono stati invitati bar e ristoranti a non accettare i buoni pasto per protestare contro il caro-commissioni. "Si tratta di un invito assurdo – fa sapere l’associazione in una nota – in quanto danneggia milioni di consumatori che si troveranno in mano ticket inutilizzabili, con un conseguente aggravio di spesa per i pasti". L’associazione annuncia inoltre di aver deciso di rivolgersi alla magistratura "affinché – ha affermato il Codacons – intervenga nella guerra dei buoni pasto e accerti a carico della Fipe eventuali comportamenti scorretti, come l’istigazione a commettere reato relativo all’invito di oggi".

Il Codacons inoltre ha annunciato di aver presentato un esposto al procuratore aggiunto di Torino – città in cui oggi è cominciata la protesta – , Raffaele Guariniello, contro i pubblici esercizi che non accettano i buoni pasto, ipotizzando il reato di serrata.


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