Gran parte dei lavoratori piemontesi soffre di disturbi derivanti da stress da lavoro e l’85% vorrebbe cambiare occupazione. Lo rileva un’indagine conoscitiva promossa dalla Uilcom (Unione italiana lavoratori nella comunicazione) Piemonte sui lavoratori del call center della Tim di Rivoli, allo scopo di riscontrare l’eventuale presenza di situazioni stressanti, raccogliere con sistematicità gli elementi denunciati dai lavoratori e individuare le possibili soluzioni.

I risultati della ricerca sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Torino. In particolare, dall’indagine è emerso che un 85% dei lavoratori che vorrebbero cambiare lavoro, l’82% si sente sorvegliato, il 71% si dichiara molto stanco, il 67% accusa mal di testa, il 68% disturbi alla schiena, il 69% al collo.

I dati evidenziano la portata del problema, che può portare anche a danni o per la salute psichica e fisica dei lavoratori. Secondo Antonio Saitta, presidente della provincia di Torino "ènecessario garantire una adeguata formazione a chi partecipa a questa nuova realtà per evitare che i call center abbandonino il Piemonte". Anche l’assessore provinciale al Lavoro Cinzia Condello ha sottolineato la esigenza di "tendere a una stabilizzazione del rapporto di lavoro per raggiungere una stabilizzazione della società".


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