L’incremento stabile del greggio si traduce in un aggravio pesante dei costi di produzione per le aziende e per i cittadini. Per questo Confagricoltura, nel quadro della sostenibilità dello sviluppo, si sta impegnando ancora di più verso la promozione su scala diffusa nel territorio delle fonti rinnovabili, unitamente ad una maggiore conoscenza dei concetti di "efficienza energetica".

L’import italiano di greggio ammonta a 2 milioni di barili al giorno per un costo di 45 miliardi di dollari l’anno. Sostituendo il 25% di gasolio con biodiesel di origine vegetale verrebbero risparmiati 10 miliardi di dollari, unitamente a tutti i vantaggi di tipo ambientale derivanti dalle mancate emissioni di CO2 e degli altri inquinanti.

In particolare, l’agricoltura lamenta il ricarico dovuto all’aumento della bolletta energetica, sia per la grande diffusione di impianti alimentati a gasolio, sia per la mancanza delle condizioni normative che permettano di generare nella stessa azienda significativi risparmi attraverso l’autoproduzione da fonti rinnovabili.

Confagricoltura sostiene da sempre che un consistente contributo in chiave di risparmio energetico in Mtep (milioni di tonnellate di petrolio equivalenti), si possa dare favorendo le potenzialità del settore agroforestale, in particolare con l’utilizzo di biocombustibili liquidi, biogas, solare termico e fotovoltaico, microeolico, ecc..

Va inoltre incoraggiata la microgenerazione per le collettività o per consorzi di imprese nell’ambito di veri e propri "distretti energetici", cogliendo obiettivi di risparmio e sostenibilità, ed evitando così forti impatti ambientali dovuti ai grossi impianti di produzione energetica.

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