Il 26 gennaio scorso nella città di Davos in Svizzera si è tenuto l’incontro annuale del World Economic Forum. Questo meeting è stata l’occasione per presentare i risultati di uno studio fatto dalle Università diYale e Columbia intitolato The Pilot 2006 Environmental Performance Index (www.yale.edu/epi/2006EPI_Report_Full.pdf ).Gli indicatori su cui ci si è basati per la costruzione dell’indice sono numerosi, si va dalla salute della popolazione, disponibilità di acqua potabile, emissioni di gas serra, presenza di biodiversità, all’intensità energetica.
Dalla ricerca risulterebbe che l’Italia tuteli meglio l’ambiente rispetto alla Germania (22esimo posto), l’Olanda (27esimo posto) e gli Stati Uniti (28esimo posto) e che nella classifica mondiale rispetto alle politiche di sostenibilità ambientale sia al 21esimo posto per la tutela del patrimonio forestale, la qualità delle acque potabili, la rete dei servizi fognari e le basse emissioni di gas serra pro capite.

Nella lista però paesi che normalmente immaginiamo meno attenti alla tutela ambientale come Colombia e Malesia compaiono invece ad un livello superiore rispetto ad alcuni come Germania e Olanda di cui si dice il contrario. Bisogna precisare però, per capire realmente i risultati, che lo studio considera il raggiungimento degli obiettivi che gli Stati si sono dati in materia di sostenibilità e salvaguardia ambientale, inoltre considerando come parametro qualità dell’aria ed emissioni inquinanti, i paesi più virtuosi sarebbero quelli piccoli e meno industrializzati. Ai primi posti risultano la Nuova Zelanda che precede la Svezia, la Finlandia, la Repubblica Ceca e il Regno Unito. e invece agli ultimi posti troviamo Paesi come l’Etiopia, il Mali, il Ciad e il Niger, che a causa della povertà, dell’assenza di possibilità di investimento e di una legislazione adeguata in materia non attuano politiche ambientali.

 

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