Tv digitale terrestre, addio. Se ne riparlerà più avanti. E’ lo stesso governo che si appresta a sancire lo slittamento di due anni della data prevista per lo switch off, come viene definito lo "spegnimento" dell’attuale segnale televisivo analogico per lasciare il posto esclusivamente al digitale. Domani, infatti, il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare all’interno del decreto cosiddetto "milleproroghe" anche l’articolo 28 sulla "conversione in tecnica digitale del sistema televisivo su frequenze terrestri".Un rinvio, quello al 2008, per certi aspetti atteso: nessuno credeva più che gli oltre 20 milioni di famiglie italiane potessero correre in massa ad acquistare entro la fine dell’anno prossimo i decoder necessari per ricevere la "nuova" tv.

Ma la scelta di rinviare la scadenza sembra oggi prefigurare il fallimento dell’intera strategia, finanziata dallo Stato con tre anni di contributi pubblici per l’acquisto dei decoder. A minacciare il futuro del digitale terrestre sono innanzitutto le nuove tecnologie con le quali è ormai possibile vedere i programmi tv. Innanzitutto internet, come testimonia l’esperienza di FastWeb o i recenti accordi grazie ai quali Telecom Italia sta cominciando a offrire contenuti video in adsl. Senza contare il satellite o, addirittura, i telefoni cellulari di nuova generazione. Finora , nonostante i contributi del governo, soltanto 3 milioni e mezzo di italiani hanno acquistato il decoder che consente di vedere i programmi Mediaset, Rai, La7 e poco altro. Troppo pochi.

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