Il Codacons, nel corso dell’udienza davanti alla Prima Sezione del Tar del Lazio, ha richiesto la trasmissione degli atti alla Procura di Roma perché valuti l’esistenza di ipotesi di reato di aggiotaggio per Borsa Italia e di truffa e associazione per delinquere per gli altri soggetti che hanno avuto una parte nella vicenda dei bond argentini. L’associazione ha chiesto la sospensione del prospetto informativo dell’offerta pubblica di scambio volontario tra vecchi e nuovi bond argentini, autorizzato dalla Consob nel dicembre scorso, in modo che chi non ha ancora aderito possa farlo e perché siano eliminate dal prospetto stesso le clausole che, secondo il Codacons, sono vessatorie per i risparmiatori.

Insieme con Adusbef, Adoc e Federconsumatori, l’associazione ha lamentato la carenza delle attività di vigilanza e controllo da parte di Consob sul tipo di prodotto immesso nel mercato italiano. Il Codacons ritiene che "gli obbligazionisti che non dovessero aderire all’offerta non avrebbero alcun rimborso non garantisce la certezza del conseguimento del titolo scelto e non tiene conto delle effettive capacità di rimborso del Paese; senza considerare l’eccessiva durata del vincolo obbligazionario nonché l’assoluta aleatorietà dello scambio".

Secondo il Codacons, perciò, "per convincere i piccoli azionisti ad aderire ad una pessima proposta sono state poste in essere una serie di comportamenti commissivi ed omissivi che non hanno lasciato alcuna alternativa ai piccoli consumatori". Il Codacons ritiene infatti che la Borsa Italiana abbia compiuto un reato di aggiotaggio intervenendo in maniera illegittima nel corso del processo di offerta "sospendendo – si legge nel ricorso presentato oggi – la negoziazione dei titoli esistenti prima ancora che il periodo per l’adesione si fosse concluso". Inoltre viene ipotizzato il reato di truffa e associazione per delinquere relativamente al fatto che ai risparmiatori sarebbe stato nascosto "il giudizio negativo di affidabilità ad onorare gli impegni da parte dello stato argentino".

"Ci auguriamo – ha dichiarato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – che il Tar accolga la sospensiva per ridare un minimo di fiducia e speranza ai 450 mila risparmiatori gabbati dallo stato argentino e da una transazione capestro che Consob non avrebbe mai dovuto autorizzare".


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