"La macchina per il ricorso all’Icsid è pronta". Lo ha affermato il Presidente della Task Force Argentina Nicola Stock nel corso di un incontro, che si è svolto ieri a Roma, tra i vertici della Tfa e i rappresentanti delle banche italiane. Da lunedì 27 marzo, infatti, parte la raccolta dei mandati per il ricorso all’Icsid (International centre for settlement of investment disputes) contro la Repubblica Argentina. In una nota l’Abi precisa che i risparmiatori che sono ancora in possesso di obbligazioni dello Stato argentino potranno andare presso la propria banca per presentare tutta la documentazione richiesta. La raccolta delle adesioni dura un mese, cioè fino al 27 aprile.

In questi giorni – fa sapere l’Abi i risparmiatori italiani hanno cominciato a ricevere dalla propria banca una lettera con la quale sono stati illustrati i particolari di questa procedura e, soprattutto, sono stati indicati i documenti che i risparmiatori dovranno presentare in banca al momento della firma della delega alla Task Force Argentina per coordinare l’azione legale. Tutta l’operazione non prevede alcuna spesa per gli oltre 200 mila italiani interessati che negli scorsi anni avevano già dato delega alla Tfa per la tutela dei propri interessi.

In vista dell’avvio della raccolta delle adesioni, Stock ha ribadito che «chiunque dopo aver dato il mandato intenda cambiare idea e abbandonare l’arbitrato Icsid potrà farlo liberamente: basterà rivolgersi successivamente alla propria banca per rinunciare all’iniziativa e intraprendere azioni alternative ritenute più opportune. Ciò che, invece, non è possibile – in quanto incompatibili tra loro – è aderire all’iniziativa Icsid e contemporaneamente avviare altre azioni legali».

Alla notizia della raccolta dei mandati per il ricorso segue il commento dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Adusbef, Codacons, Confconsumatori, Mdc, Federconsumatori, Unc) secondo i quali: "Questa operazione si rivela oggettivamente un enorme vantaggio per le banche coinvolte nella vicenda dei Bond Argentini".

Quando più di un anno fa – spiega la nota – la Tfa annunciò l’intenzione di battere la strada dell’arbitrato internazionale dell’Icsid, informalmente sempre la Tfa, assicurò che tale strada non sarebbe stata preclusiva ad azioni legali da parte dei risparmiatori italiani nei confronti delle banche che avevano negoziato con loro titoli inadatti in quanto assolutamente speculativi. Allora i vertici delle associazioni dei consumatori chiesero alla Tfa di rilasciare un parere pro veritate redatto da importanti docenti universitari, parere che potesse assicurare i risparmiatori su quanto dichiarato dalla Tfa e cioè della possibilità di intraprendere azioni legali sia contro l’Argentina, tramite la Tfa, sia contro le banche italiane. Il risultato di quella richiesta delle associazioni dei consumatori fu che la Tfa bloccò la sua iniziativa e nulla per più di un anno si seppe in merito ad essa.

Secondo le nove associazioni oggi si ha la conferma di quello che "già si sapeva", ovvero che "per poter aderire all’Icsid il risparmiatore non deve aver presentato causa alla banca che gli ha venduto i bond e che dopo la firma del mandato alla Tfa, non è più possibile agire legalmente contro l’Argentina e contro le banche se non revocando il mandato. In altre parole, attraverso il ricorso all’arbitrato le banche italiane uscirebbero indenni definitivamente dalla tempesta Argentina, non pagando nessun prezzo né economico né reputazionale, in quanto anche se il risparmiatore, in caso di arbitrato negativo dell’Icsid, volesse ancora agire legalmente contro la banca che gli ha venduto i titoli, la banca stessa potrebbe eccepire il giudizio negativo dell’Icsid con un indubbio vantaggio processuale e, soprattutto, con la possibilità che il giudice dichiari cessato l’interesse ad agire, magari anche con condanna alle spese legali in favore della benemerita banca e a carico del risparmiatore".

Le nove associazioni dei consumatori invitano gli investitori a recarsi presso le sedi delle associazioni per ritirare la lettera-tipo interruttiva della prescrizione sia nei confronti della banca che ha negoziato il rispettivo titolo, sia nei confronti dell’Argentina e a spedirla ai rispettivi destinatari con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Per quanto attiene l’adesione o meno all’arbitrato Icsid, le associazioni dei consumatori non possono che riportarsi a quanto sopra rappresentato, con la conseguenza che dovranno essere i risparmiatori ad esprimere ogni decisione in merito.

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