La Banca di Roma dovrà restituire a una famiglia barese le somme che investite per acquistare titoli obbligazionari bond Argentina. Lo ha stabilito la seconda sezione civile del tribunale di Bari che ha rigettato il ricorso presentato dalla Banca stessa contro il decreto ingiuntivo per 201.418,18 euro che il giudice civile nell’ottobre scorso aveva emesso nei confronti dell’istituto di credito.

Il tribunale ha accolto la tesi sostenuta in giudizio dal legale della famiglia barese ed ha riconosciuto la nullità degli ordini di acquisto di bond argentina che erano stati fatti per telefono. Si trattava di operazioni fatte su mercati non regolamentati, per cui era necessario l’ordine o l’autorizzazione preventiva del cliente per iscritto; questo tipo di procedura era richiesta poiché si trattava di operazioni fatte su mercati non soggetti a controllo Consob.

Nella sentenza il tribunale ha rilevato che, secondo quanto disposto anche dal codice civile "l’atto non autorizzato, eccedendo i limiti fissati nel mandato, resta a carico del mandatario, se il mandante non lo ratifica". Nello specifico i giudici hanno affermato "si deve ritenere che la banca, non avendo rispettato lo specifico requisito di forma abbia commesso un abuso del mandato gestorio". Inoltre, – secondo il legale della famiglia – nel contratto è stata "completamente ed apertamente violata" la normativa vigente in materia che "stabilisce precisi obblighi sia di proposta degli investimenti che di comportamento a carico degli intermediari finanziari, a tutela della trasparenza e dell’ integrità del risparmio". "Queste norme imperative poste a tutela dell’ ordine pubblico economico – ha sostenuto ancora il legale – sono state violate e la violazione determina la prevista nullità del contratto". Il tribunale ha accolto le tesi dell’avvocato della famiglia ed ha respinto il ricorso che la Banca di Roma aveva presentato contro il decreto, affermando che vi erano i presupposti per la sua emanazione ed ha riconosciuto il diritto dei clienti alla restituzione delle somme, oltre agli interessi, che la banca ha impiegato nell’acquisto di titoli obbligazionari bond argentina senza ordine scritto.


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