Tasse regionali invariate anche per il 2006. E nuovi tributi da valutare solo nel caso di nuovi interventi, dopo una discussione con le parti sociali. E’ quanto prevede la prima bozza del Dpef illustrato dall’assessore al bilancio e alla programmazione della regione Toscana. Un Dpef – si legge in una nota della regione – che punta a sostenere il finanziamento del Programma straordinario degli investimenti (oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro, il più grande mai fatto dalla Regione). Un Dpef che darà la priorità all’attuazione dei progetti previsti dal nuovo patto per l’occupazione, ma assicurerà anche la copertura della spesa sanitaria così come è stata definita dagli accordi Stato-Regioni, che razionalizzerà la spesa corrente e quella di funzionamento e che conterrà in 130 milioni di euro l’autorizzazione a contrarre nuovo debito.

"Avrà la priorità l’economia nei mesi che ci aspettano: un’attiva difesa della nostra capacità competitiva sullo scenario internazionale – ha ricordato il presidente della Toscana Claudio Martini, intervenendo al termine del dibattito in Consiglio regionale. Occorre cambiare ed innovarsi, con il concorso di tutti i soggetti pubblici e dei privati. "Ma grande interesse – ha proseguito Martini – riceveranno anche le politiche sociali. Abbiamo davanti anni impegnativi e per affrontarli bene occorre un sistema efficace di welfare".

"La discussione di oggi – ha poi ripreso il presidente – rappresenta un’assoluta novità, il concreto avvio dell’applicazione del nuovo Statuto regionale che prevede che su tutti i settori di competenza del consiglio la giunta avvi una prima concertazione per poter recepire indirizzi utili alla definizione del provvedimento".

Con il Documento di programmazione economica e finanziaria, di cui è stata illustrata oggi la prima bozza, la giunta riafferma il proprio obiettivo ad una Toscana aperta, compettiva e solidale, già illustrato nel programma di governo. Lavora per rilanciare la competitività del sistema produttivo, punta alla difesa dei prodotti regionali ma anche all’allargamento del sistema economico verso produzioni e funzioni più avanzate in termini di tecnologia e di ricerca applicata.

Fa della coesione sociale e del "vivere bene in Toscana" la seconda priorità, il che poi si traduce in un’assistenza sanitaria e sociale adeguata e di eccellenza, in percorsi di istruzione per tutto l’arco della vita, in un lavoro "sicuro" e svolto in piena sicurezza, e nello sviluppo sostenibile.


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