Sono circa 1 milione le vittime ogni anno (di Telecom e di altri operatori) che versano esborsi non dovuti che oscillano dai 50 ai 100 euro pari ad un importo complessivo tra i 250 e i 500 milioni di euro negli ultimi 3 anni.

Oltre 300.000 le denunce alla Polizia Postale. Il 90% delle conciliazioni su tutti i servizi riguarda solo Telecom!

Tutte le proposte delle associazioni sono cadute nel vuoto, ma il business ottenuto con pratiche commerciali scorrette (furbizie, raggiri e truffe) è troppo elevato per rinunciarci. Per questo, le associazioni Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori chiedono all’Autorità delle comunicazioni di comminare adeguate sanzioni affinché Telecom ponga fine a queste pratiche commerciali scorrette.

Le associazioni consumatori presenteranno esposti-denuncia alle Procure
della Repubblica sul territorio.

Di seguito i dati sulle bollette pazze, raccolti dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC).

Le bollette pazze nel settore della telefonia
I dati del Movimento Difesa del Cittadino (MDC)

Spesso i consumatori si ritrovano a fare i conti con bollette "pazze", con importi esorbitanti spesso dovuti a servizi non richiesti o servizi che non hanno mai utilizzato.

Secondo i dati elaborati dal Movimento Difesa del Cittadino (MDC), il 56,8% dei reclami relativi alle bollette sballate riguarda proprio il settore della telefonia.
Al secondo posto tra le società che più spesso sbagliano c’è il gas, con il 20,7% dei casi. Mentre un altro 13,6% degli errori è causato dalla società dell’elettricità e il restante 8,8% dai gestori dell’acqua.

Nel 2005 l’associazione ha ricevuto ben 39.696 reclami inerenti il settore dell’elettricità, gas, acqua e telefonia. In particolare 5.423 casi hanno riguardato la società elettrica, 8.221 del gas, 3.520 dell’acqua e 22.532 della telefonia.

Per la telefonia l’errore più frequente è quello legato agli importi eccessivi, che arriva all’80% rispetto al totale delle bollette che contengono inesattezze. Gli altri errori, in generale, sono relativi alla data di scadenza o al mancato recapito. In particolare per il settore della telefonia fissa, tra i problemi più denunciati dagli utenti ci sono i servizi fatturati ma mai richiesti: opzioni tariffarie, segreterie telefoniche e kit adsl mai ordinati dall’utente sono all’ordine del giorno nelle sedi dell’Mdc.

Con il maggior uso di internet, con i nuovi servizi legati a televoti e ai tanti maghi, i consumatori italiani hanno paura soprattutto delle fatture telefoniche. L’utilizzo, spesso inconsapevolmente, di alcuni numeri, dall’144 all’166, hanno più volte portato a far lievitare la bolletta in modo esorbitante.

Nel 2003 ben 300.000 famiglie italiane sono rimaste vittima di programmi pirata denominati dialer che inseritisi abusivamente sul pc collegato ad internet inviavano la chiamata verso un numero a pagamento. Per qualche ora in internet, così, possono arrivare bollette che a volte raggiungono anche i 2.500 euro. E anche nel 2005 sono molte le proteste che interessano le fatture del telefono.

E non mancano casi in cui le bollette non vengono recapitate, con il pericolo per l’utente di vedersi staccare la fornitura, visto che spesso le aziende non inviano all’utente il preavviso obbligatorio a mezzo raccomandata.

Una realtà, quella delle bollette pazze determinata soprattutto dal fatto che nel processo di fatturazione manca un controllo adeguato a monte. Si tratta di un processo totalmente automatizzato in cui l’unico vero controllo è quello fatto dagli utenti quando scoprono errori nella bolletta. In caso di malfunzionamento è sempre l’utente a dover reclamare. Inoltre, gli uffici che emettono le bollette sono diversi da quelli che ricevono i reclami. E ciò comporta un rallentamento nella gestione dei reclami stessi. Alcune volte nonostante l’avvenuto pagamento si procede ugualmente al distacco della fornitura.

 

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