Gli abitanti dei capoluoghi di provincia sardi e valdostani, a partire dal 31 gennaio 2006, ed i restanti abitanti delle due Regioni, a decorrere dal 31 luglio, non potranno più ricevere le trasmissioni televisive in modalità analogica (ossia tradizionale). Questo è ciò che è stato deciso dal DGTVi (l’Associazione che riunisce le diverse emittenti che trasmettono sul digitale, quali Mediaset, Rai, La7, D-free Sport Italia). Il provvedimento anticipa dunque quanto avverrà in tutte le case italiane dal mese dicembre 2006, termine ultimo indicato dalla normativa per la fine della televisione in via analogica.

Il risultato di tale provvedimento, che va di fatto a sovrastare ogni scelta decisionale dell’Autorità delle Telecomunicazioni, porterà necessariamente ogni famiglia sarda o della Val d’Aosta all’acquisto di un decoder digitale per poter accedere all’informazione televisiva.

"Le Associazioni dei consumatori non sono state minimamente avvertite della decisione nè tantomeno sono state consultate per esprimere un parere in merito. L’unico incentivo che gli utenti riceveranno sarà un contributo di 90 Euro per un solo decoder a famiglia: considerando che in ogni casa ci sono circa 3 televisori, e che il prezzo medio dei decoder senza incentivo è di 130,00 euro, la spesa complessiva si aggira intorno ai 300 euro". A sottolinearlo è Adiconsum che propone di abolire lo switch-off, permettendo la coesistenza tra analogico e digitale. L’associazione chiede inoltre che i 150 milioni di euro destinati dal governo per l’acquisto dei decoder digitali, vadano a favore del "Fondo di sostegno alla persone non autosufficienti".

Adiconsum infine chiede l’apertura di un tavolo di trattative, che coinvolga Istituzioni, Aziende e Associazioni dei Consumatori, al fine di meglio tutelare i diritti dei cittadini, che altrimenti vedrebbero bruscamente ostacolata la loro tutela alla informazione (costituzionalmente garantita dall’art. 21).

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