Il Consiglio dell’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso di avviare un’indagine conoscitiva sul DVB-H, la tecnologia che permette di usufruire dei servizi televisivi broadcasting su terminali mobili di nuova generazione. Ne dà notizia l’Autorità in una nota. La decisione è stata adottata, si legge nel comunicato, "anche in relazione alle notizie giornalistiche riguardanti un accordo per la diffusione di contenuti audiovisivi in DVB-H tra le società Mediaset e Telecom Italia, alle quali l’ Autorità ha già richiesto informazioni". "Allo scopo di integrare tempestivamente il quadro regolamentare in vista dell’introduzione dei nuovi servizi a partire dalla fine del 2006 – prosegue la nota – l’indagine dell’ Autorità intende tra l’ altro acquisire dagli operatori elementi sui seguenti punti:

– modelli di offerta dei servizi e modalità di accesso ai contenuti;
– utilizzazione delle frequenze per i servizi DVB-H;
– interazione tra operatori televisivi e operatori di rete
mobile".

L’ indagine conoscitiva ha inoltre l’obiettivo di "valutare, a tutela dei consumatori, i profili di qualità dei servizi e di corretta informativa agli utenti". Lo scorso 6 ottobre una nota congiunta di Mediaset e Tim aveva annunciato infatti l’ accordo tra le due società grazie a cui dal 2006 e per cinque anni sarebbe stato possibile vedere sui telefonini Tim la programmazione di Canale 5, Retequattro, Italia 1, le partite della Serie A e della Champions League con la tecnologia DVB-H (Digital Video Broadcast Handheld), che garantisce, in mobilità, qualità trasmissive in tutto simili a quelle offerte dal digitale terrestre. L’ Italia diverrebbe così il primo paese al mondo a lanciare la tv sul telefonino in digitale terrestre con tecnologia DVB-H.

Il Movimento Difesa del Cittadino ha espresso subito un giudizio più che positivo sulla nuova iniziativa dell’Autorità. L’associazione si dice convinta infatti che "il procedimento sarà utile al fine di evitare nuove forme di monopolio e si augura soprattutto che servirà a ricordare alle aziende la necessità di assicurare – per questa nuova tecnologia – un’adeguata qualità di contenuti e dei servizi, maggiori garanzie per gli utenti e una maggiore tutela per i minori (che sono tra i maggiori "utilizzatori" dei cellulari)."

MDC spera che l’Autorità fissi "regole certe per la fruizione del sistema DVB-H prima che questa nuova tecnologia venga immessa sul mercato, al fine di evitare quanto è accaduto con la tecnologia del digitale terrestre per cui i diritti degli utenti sono stati stabiliti solo dopo la vendita dei decoder e delle smart card."

"Finalmente – ha dichiarato Francesco Luongo, responsabile del dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino – l’Autorità interviene con dovuto anticipo per regolamentare la fruizione di un nuovo servizio come la tecnologia DVB-H".

 

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