"Per chiedere a Telecom Italia e a tutti gli erogatori di pubblici servizi la restituzione delle spese di spedizione delle fatture i consumatori potranno rivolgersi direttamente al giudice di pace". E’ quanto dichiara l’Unione Nazionale Consumatori, commentando una recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione, che ha rigettato l’eccezione di carenza di giurisdizione del giudice ordinario su tale materia sollevata da Telecom Italia – che sosteneva addirittura la giurisdizione delle commissioni tributarie – nel corso di una causa intentata nei suo confronti da un consumatore presso il giudice di pace.

L’addebito delle spese di spedizione delle bollette – continua l’Unione Consumatori – è illegittimo, perché l’art. 21 del DPR 633/1972 stabilisce che non possono essere addebitate al destinatario non solo le spese di emissione, ma anche tutte le ulteriori formalità, tra cui rientrano evidentemente i costi di spedizione. A questo punto, conclude la nota dell’Unione Nazionale Consumatori, i cittadini potranno ricorrere al giudice di pace anche senza il patrocinio di un avvocato.

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)