La sim-lock, ossia la pratica che consiste nel bloccare il cellulare, utilizzabile solo ed esclusivamente con la SIM con cui è stato acquistato, potrà durare al massimo sei mesi. Ne ha dato notizie l’Autorità per le tlc, che ha deciso di avviare sull’argomento una consultazione pubblica.

"La Commissione – fa sapere l’Autorità – su proposta del Commissario relatore Enzo Savarese, intende adottare una limitazione temporale al blocco dei terminali non superiore ai sei mesi. Su questo orientamento verranno sentiti nei prossimi giorni gli operatori e le associazioni dei consumatori. La decisione finale sull’eventuale atto di regolamentazione verrà presa al termine della consultazione pubblica".

Il Movimento Difesa del Cittadino non condivide l’orientamento dell’Autorità delle comunicazioni che sembra orientata a limitare a 6 mesi il vincolo della sim-lock. "In tal modo si entra nella libertà di scelta dell’utente – afferma il Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, Antonio Longo -. Ognuno può accettare o rifiutare una offerta contrattuale trasparente e chiara che propone un cellulare UMTS a costi molto ridotti in cambio di una "fedeltà" aziendale di una durata predefinita. Quello che è importante, e che l’Autorità deve pretendere da ogni gestore, è che le clausole contrattuali siano chiare e trasparenti e che ogni gestore offra una pluralità di possibilità agli utenti. Questi poi potranno quindi essere liberi di vincolarsi per 1-2 anni da un gestore in cambio di costi più bassi. Una decisione diversa da parte dell’Autorità invece creerebbe ostacoli ad una maggiore diffusione della più innovativa tecnologia, l’UMTS, che a quel punto diventerebbe accessibile soltanto agli utenti più facoltosi. Stupisce invece che nulla dica l’Autorità a proposito della portabilità del credito residuo, la cui mancata regolamentazione costituisce un limite alla libertà di scelta degli utenti che volessero cambiare gestore".

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