Intervendo sul tema dei disservizi nel trasporto ferroviario, l’Adiconsum ha lanciato dure accuse alle parti coinvolte: dal un lato il Governo che ha tagliato il 40% delle risorse delle FS; da un altro lato il ministro dei Trasporti che, secondo l’associazione, approva aumenti per le società Autostrade e rifiuta un adeguamento alle Ferrovie; infine Trenitalia che in modo non trasparente ha reso più care le tariffe (sopprimendo treni e fermate, rendendo spesso obbligatorie le prenotazioni o creando la linea Intercity plus per aumentare i titoli di viaggio).

"Tutti – denuncia Adiconsum – finiscono per essere parti del gioco dello "sfascio". Un gruppo dirigente, quello di Trenitalia, che ha fatto investimenti acquistando materiale già vecchio e superato procurando un grande business al privato; che ha tagliato in modo drastico l’occupazione; che ha ridotto la manutenzione eliminando il personale nelle stazioni per poi caricarlo su un altro capitolo di spesa dello Stato; che ha investito in maniera significativa sull’alta velocità e del tutto marginale invece sulle linee dei pendolari: tutte scelte queste, mancate o sbagliate, che hanno contribuito all’attuale situazione di ribellione giustificata dei viaggiatori".

"Non ci soddisfa – prosegue l’associazione dei consumatori – che in qualche regione, per farsi perdonare un servizio insostenibile, si regali ai pendolari l’abbonamento per un mese: a ben vedere una regalia più che un regalo". Il timore maggiore è che, per risolvere la situazione di crisi del settore, si arrivi a privatizzare, dopo le stazioni, anche il servizio e le tratte più ricche. Ciò provocherebbe sicuramente un ulteriore rincaro delle tariffe, che non sarebbero più soggette ad alcun vincolo. Adiconsum e le altre associazioni dei consumatori attendono gli sviluppi derivanti dagli incontri dei prossimi giorni con Trenitalia.

 

 

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