"Così come avevamo preannunciato, sono ben 9 le linee ferroviarie toscane che a dicembre hanno superato l’indice minimo di 4,8, ovvero il parametro di disservizi subiti dai pendolari oltre il quale scatta il rimborso degli abbonamenti." E’ questo il soddisfatto commento di Michele Passarelli Lio – portavoce del Movimento per la Difesa dei Diritti dei Pendolari, promosso da Lega Consumatori Acli Toscana – alla notizia che saranno risarciti i pesanti disagi subiti dai viaggiatori a causa dei ritardi e delle soppressioni dei treni nel mese di dicembre. Le linee in questione sono: La Spezia-Pisa Aeroporto / Pisa Centrale – Firenze; Roma – Chiusi – Firenze; Viareggio-Lucca-Firenze; Aulla-Lucca-Pisa Centrale/Pisa Aeroporto; Bologna -Prato-Firenze; Borgo San Lorenzo-Pontassieve-Firenze; Borgo San Lorenzo-Vaglia-Firenze; Faenza-Borgo San Lorenzo-Firenze e Pistoia-Firenze-Arezzo.

"Purtroppo – prosegue Passarelli – il percorso per ottenere i rimborsi è farraginoso e pieno di ostacoli: ci sono difficoltà a reperire i necessari moduli, i tempi per chiedere i rimborsi sono estremamente ridotti e le informazioni fornite sono assai scarse e confuse." Ecco come procedere per ottenere i rimborsi:

– è necessario compilare un apposito modulo in distribuzione presso le stazioni o scaricabile all’indirizzo www.trenitalia.it, allegando l’originale dell’abbonamento relativo al mese di dicembre;
– il modulo compilato con l’originale dell’abbonamento vanno presentati, entro il prossimo 5 febbraio, presso le biglietterie o direttamente alla Direzione generale operativa passeggeri, viale Lavagnini, 58 – 50144 Firenze;
– ricordiamo che il rimborso sarà pari al 20% del costo dell’abbonamento mensile o al 20% di 1/10 di quello annuale.

Poco più in là, in Emilia Romagna, invece, i pendolari della provincia di Piacenza (tra le 8 e le 10mila persone, l’80% delle quali gravita su Milano e la Lombardia) scelgono le vie legali – primi in Italia – per chiedere l’annullamento del contratto di servizio siglato nel dicembre scorso da Trenitalia e dalla Regione . "Oggi – ha spiegato Franco Trespidi, consigliere dell’Associazione Pendolari di Piacenza – depositeremo un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento dell’accordo ed il ripristino del vecchio orario".

"Con il nuovo orario, frutto dell’accordo con cui Trenitalia anche quest’anno ha ‘ceduto’ il trasporto locale alla Regione Emilia Romagna – ha detto Trespidi – molti treni interregionali sono stati trasformati in intercity con un aggravio delle spese per chi viaggia, è peggiorato il cadenzamento dei treni e soprattutto vi è stato un rallentamento sistematico del trasporto regionale che consentirà alle ex-Fs di poter dire che i treni viaggiano puntuali. E’ una situazione inaccettabile e per questa ragione, come portavoce dei pendolari, rifiutiamo di partecipare sia alla Commissione Paritetica che ai vari Tavoli di Confronto avviati da Trenitalia e dalla Regione. Queste iniziative vogliono valutare gli effetti del nuovo orario e trovare eventualmente dei correttivi, magari ‘concedendoci’ qualche sconto o un paio di interregionali in più. Per noi, invece, l’unico punto di partenza deve essere il ripristino del vecchio orario e quindi l’annullamento del contratto di servizio sottoscritto alla fine del 2005. E’ la richiesta che abbiamo avanzato al Tar – ha concluso il portavoce dei Pendolari – speriamo di avere al nostro fianco anche la amministrazioni comunali di Piacenza e Fiorenzuola d’Arda".

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