La fusione fra l’italiana Autostrade e la spagnola Abertis crea sconcerto tra i cittadini e consumatori. I motivi sono numerosi e comunque è curioso che si annuncino decisioni di questo tipo proprio quando non c’è un governo in carica con pieni poteri e, infine, è deprecabile che nella costituenda società mista, la cui sede è prevista a Barcellona, "Schema 28" (holding cui Autostrade S.p.A. appartiene di fatto) sia destinata ad avere solo una esigua quota di minoranza.

Il Movimento Consumatori teme che gli automobilisti italiani possano subire, in caso di fusione, maggiori vessazioni, come aumenti ingiustificati e ancor più carente manutenzione della "rete". Le dichiarazioni di Gamberale, già A.D. della Società Autostrade, punito per questo con un provvedimento sanzionatorio di cui in Italia non si ricordano precedenti, rafforzano ancora di più le tesi dell’associazione.

L’associazione chiede che ogni decisione sull’operazione in corso venga rinviata "sine die" e che non venga convocata dal Consiglio di Autostrade l’ assemblea dei soci che dovrebbe deliberare la fusione annunciata, sia pur tra le righe, il 5 aprile scorso da Gros-Pietro, presidente di Autostrade S.p.A.Questo, almeno fino all’insediamento del nuovo governo ed alla costituzione di una apposita commissione di garanzia (Ministeri competenti, Anas, associazioni consumeriste),chiamata ad esprimere un parere consultivo su tutta l’operazione.

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