In Italia dal primo gennaio 1995 al 31 dicembre 2004 sono aumentati del 31,7% i motociclisti morti in incidenti stradali. È quanto risulta dai dati elaborati in un’inchiesta dell’Asaps (Associazione amici Polizia stradale). In particolare, negli ultimi dieci anni si sono contati fra i motociclisti 13.429 morti e 786.985. Se nel 1994 si contavano 1.178 vittime nel 2004 si è toccata quota 1.552 (+31,7%). I feriti sono passati da 62.381 a 90.035 (+44,3%). In pratica il 27,6% dei morti sulle strade e il 28,4% dei feriti viaggiava sulle due ruote.

Ma non è tutto. Dall’inchiesta dell’Asaps, l’Italia è prima in Europa nella graduatoria delle vittime, seguita da Francia, Germania e Spagna. Secondo l’associazione, le cause di questa situazione allarmante sono svariate. "L’effetto dissuasivo della patente a punti sul mondo delle due ruote – si legge nel comunicato Asaps – arriva debole e poco efficace. Inoltre, una significativa aliquota di motociclisti accetta il rischio: lo dicono tutti i possibili meccanismi che vengono adottati per sfuggire alle foto dell’autovelox (targhe inclinate o con numeri e lettere taroccabili, fazzoletto che sventola sulla targa)".

"È preoccupante il fatto che, nonostante l’adozione del casco anche per i ciclomotoristi maggiorenni, risultata sicuramente efficace, – aggiunge l’associazione – la cifra della mortalità aumenti costantemente in questo segmento, spesso indomabile sul versante del rispetto delle regole. Il veicolo a due ruote è essenziale per garantire una più agevole e possibile mobilità urbana. Ma crescono le due ruote ad alta potenza motoristica".


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