L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 9 novembre 2005, ha deciso di avviare un’istruttoria per una presunta intesa restrittiva della concorrenza nei confronti delle società SITA – Società per Azioni, A.P.M. Esercizi S.p.A. e Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi A.R.P.A. S.p.A.. All’origine della decisione dell’Autorità l’offerta, presentata dalle tre società, riunitesi in un’apposita ATI (Associazione Temporanea d’Impresa), per l’affidamento della gestione della rete di trasporto pubblico di linea di Roma per 26,5 milioni di vetture-km annui (i cosiddetti "servizi aggiuntivi", che corrispondono a circa il 20% del trasporto pubblico del Comune di Roma).

Secondo l’Autorità l’accordo, che ha dato origine all’ATI tra le tre società per la partecipazione alla gara del 2005, potrebbe costituire un’intesa restrittiva della concorrenza. L’obiettivo delle tre società sarebbe stato quello di mantenere le posizioni acquisite con l’aggiudicazione della precedente gara del 2001, attraverso un’artificiosa limitazione del confronto competitivo con i principali concorrenti nazionali e stranieri.

Diversi operatori, infatti, fra cui alcune importanti imprese straniere, come i francesi RaTP e gli inglesi ARRIVA, avevano mostrato interesse per la fornitura del servizio, riscontrando però l’estrema difficoltà legata alla disponibilità di rimesse e strutture logistiche necessarie per la gestione del servizio stesso. Presupposto che implicava in pratica l’obbligo di concludere accordi con imprese di trasporto già presenti sul territorio e in possesso di tali strutture.

Questa disponibilità conferisce dunque un indubbio vantaggio competitivo e ha determinato una difficoltà oggettiva, per qualsiasi concorrente, a reperire le infrastrutture necessarie e, pertanto, a presentare un’offerta competitiva con l’unica presentata, cioè quella di SITA, A.P.M. e A.R.P.A. (attualmente infatti il servizio, in base all’esito della gara del 2001, è gestito proprio da un’ATI costituita dalle suddette società insieme alla francese TRANSDEV).

Secondo l’Autorità, inoltre, il presunto coordinamento delle tre società potrebbe anche segnalare l’esistenza di una rete di accordi paralleli, dal contenuto analogo, in altre realtà territoriali. Anche in questo caso l’obiettivo sarebbe quello di preservare gli assetti industriali e di mercato esistenti, impedendo l’ingresso di nuovi operatori.

Nel provvedimento l’Autorità sottolinea, peraltro, che dalla lettura degli esiti delle prime procedure di gara espletate in tutta Italia per l’affidamento di servizi di trasporto locale, a seguito del processo di liberalizzazione avviato nel 1997, emerge una ridotta partecipazione delle imprese, a fronte della quale si assiste ad una costante conferma dell’operatore dominante, eventualmente in alleanza con altri operatori.

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