In caso di ritardi dei treni i passeggeri del trasporto ferroviario avranno diritto ad un rimborso. La Commissione per i trasporti del Parlamento europeo tenutasi il 19 aprile ha così deliberato aggiungendo che i rimborsi devono essere validi non solo per i passeggeri del trasporto ferroviario internazionale, ma anche per i passeggeri delle linee ferroviarie interne, inclusi i pendolari.

L’attenzione nei confronti dei trasporti ferroviari è determinata da l’intento del Parlamento di incoraggiare e sostenere l’utilizzo del trasporto ferroviaro non solo per gli spostamenti ma anche per il trasporto di merci in modo da poter ridurre l’inquinamento atmosferico e la congestione nelle strade. Si è pensato quindi per incoraggiare i viaggiatori ad utilizzare il treno di garantire loro l’effettività del rimborso ( in contanti o con buoni), qualora non ricevano il servizio per cui hanno pagato. In alcuni Stati membri sono già in vigore dei sistemi di rimborso ma gli eurodeputati sostengono che per un trattamento più equo dei viaggiatori dei trasporti ferroviari in tutta Europa sai necessario attivare un sistema di rimborsi minimi a livello europeo.

Ciò determinerebbe che le compagnie ferroviarie non potranno pagare i rimborsi mediante buoni per altri viaggi ferroviari infatti in caso di ritardo, i passeggeri potranno richiedere i seguenti rimborsi minimi:

– 25% del prezzo del biglietto per un ritardo uguale o superiore ai 60 minuti;
– 50% per un ritardo uguale o superiore a 120 minuti;
– 75% per un ritardo uguale o superiore ai 180 minuti.
I rimborsi in contanti dovranno essere versati entro un mese dalla presentazione della richiesta.
Per chi volesse saperne di più: http://www.elections2004.eu.int/highlights/it/807.html

 

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