Sabato 24 gennaio il Freccia Rossa, il treno ad Alta Velocità di Trenitalia, partito da Napoli alle ore 18.54 e diretto a Bologna, dopo essersi fermato per verifiche tecniche all’altezza di Anagni, nel frusinate, nel ripartire si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza. Secondo quanto verificato dalle Ferrovie dello Stato – si legge in un comunicato dell’azienda dei trasporti – l’incidente non è stato casuale tanto che è stata annunciata la presentazione di una denuncia alle autorità competenti.

Le prime verifiche condotte dagli stessi macchinisti del treno hanno consentito di individuare nell’ultima carrozza il freno di emergenza indebitamente azionato. E questo è verosimilmente la causa di quanto accaduto, avendo esso la capacità di bloccare immediatamente la parte di treno frenata.

”I macchinisti – spiega in una nota il Gruppo FS – avevano resettato il sistema dopo le verifiche nel ‘posto movimento di Anagni e valutato di poter ripartire. Mentre davano il cosiddetto ‘spunto di trazione’, nell’avvio il treno si è spezzato tra la sesta e la settima carrozza. Una circostanza tutta da chiarire anche perché la ricerca del responsabile di questo atto doloso non ha ancora avuto alcun esito, ma in ogni caso la Società procederà ad esporre denuncia presso le autorità competenti. Di sicuro l’incolumità dei passeggeri non è mai stata a rischio".

"Vogliamo che si affrontino e risolvano le vere cause di questi incidenti ripetuti ai treni Eurostar, non vogliamo aspettare che avvengano tragedie, né possiamo accettare che sia distorta la realtà e l’informazione all’opinione pubblica ipotizzando improbabili cause dolose".

E’ quanto, invece, hanno dichiarato i ferrovieri della storica rivista "ancora In Marcia". "Attribuire le cause dell’incidente ad un ipotetico azionamento di un freno di emergenza – proseguono i ferrovieri – se risultasse vero metterebbe in discussione l’affidabilità e la sicurezza dell’intera flotta degli ETR 500 poiché, da quando esistono i treni quelle mitiche maniglie rosse sono legittimamente e doverosamente a disposizione di tutti i viaggiatori per ogni evenienza".

"Riteniamo più realisticamente che, come per i due precedenti più noti, avvenuti a Milano Centrale il 14 e il 22 luglio 2008, siano nuovamente invece venute alla luce le lacune, che possono essere tecniche, strutturali, progettuali e manutentive (non possiamo e non è nostro compito oggi fare un’ipotesi definitiva) dell’insieme delle apparecchiature del treno, ma che certamente smentiscono clamorosamente le affermazioni dei massimi dirigenti.

Il treno 9456 – precisano dalla redazione della rivista – sembra stesse viaggiando con un’avaria in corso proprio al sistema pneumatico con una perdita di aria compressa e per questo si era già fermato ed avanzava a bassa velocità. Certamente vi è stata una frenatura mentre la locomotiva trainava – specificano – ma ciò è del tutto normale e sempre possibile in ogni momento della marcia su ciascun treno, sia in caso di azionamento legittimo o erroneo della maniglia che per avaria o a causa di un atto vandalico e doloso: ma ciò non dovrebbe però, mai, causare lo spezzamento, tanto più su treni viaggiatori".

"Negare i fatti ed i problemi invece di affrontarli – denunciano i ferrovieri – danneggia noi e la nostra azienda perché ne compromette l’immagine e la credibilità molto più che i fatti stessi. Fortunatamente – conclude la nota – salvo lo spavento, l’incredulità e i disagi per il forte ritardo subito anche questa volta non vi sono state altre conseguenze per i circa 200 viaggiatori rimasti sui due tronconi fermatisi a circa tre metri di distanza l’uno dall’altro".

"Vogliamo l’immediata revoca, e senza condizioni, del licenziamento del nostro compagno di lavoro, il macchinista e Delegato alla sicurezza RLS Dante De Angelis, allontanato dall’azienda il 15 agosto scorso per le dichiarazioni rilasciate in occasione dei due precedenti spezzamenti avvenuti a Milano". Lo chiedono i delegati RSU-RLS dell’Assemblea Nazionale dei Ferrovieri alla luce di quest’ultimo grave incidente.

"Semmai ve ne fosse stato bisogno – proseguono i delegati – questa è la prova lampante che il nostro Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza non avrebbe mai potuto ritrattare le dichiarazioni riguardo ai problemi agli Eurostar che stanno alla base del licenziamento, come richiesto nei giorni scorsi da Domenico Braccialarghe, capo del personale FS, in quanto perfettamente rispondenti alla realtà. Ci preoccupano invece le dichiarazioni dei vertici aziendali ­ proseguono i delegati – che nei precedenti casi esclusero categoricamente la possibilità che lo spezzamento si potesse verificare con viaggiatori a bordo ed oggi, che sono stati smentiti dai fatti, parlano incoscientemente di dolo. Come ferrovieri, da sempre proverbialmente legati e affezionati al nostro lavoro ­ concludono – siamo molto preoccupati dei danni provocati alla nostra azienda dalla politica dell’immagine che anziché individuare, affrontare e risolvere le cause dei problemi preferisce nasconderli o minimizzarli".

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