Se al posto del vettore aereo indicato al momento dell’ acquisto del viaggio, il tour operator cambia compagnia o aeromobile, l’acquirente deve avere il diritto di recesso senza pagare penali. E’ quanto richiedono le associazioni dei consumatori dopo l’incontro di oggi con l’Enac sulla sicurezza del trasporto aereo. Il presidente dell’Enac, Vito Riggio, ha spiegato che "é già proibito operare cambiamenti in tal senso sui voli interni, ora lo proibiamo anche per i voli esterni. Oltre all’albergo dove alloggeranno gli utenti devono essere informati prima della compagnia che effettuerà i collegamenti". "Si tratta di un’informazione prevista – ha aggiunto poi Carlo Pileri presidente di Adoc a nome dell’Intesaconsumatori – se avviene un cambio di compagnia o di aereo il cliente deve poter recedere dall’acquisto visto che il prodotto comprato non è più lo stesso".

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti dei tour operator e le associazioni degli utenti (Intesaconsumatori, Altroconsumo, Confconsumatori e Movimento Consumatori) .
L’Enac ha chiesto ai rappresentanti dei tour operator presenti di avere "l’elenco dei vettori cheintendono contrattualizzare per il 2006 e degli eventuali sostituti, in modo che possiamo fare i controlli per tempo" ha dichiarato Riggio. Inoltre – ha poi aggiunto – sono state avviate "indagini su alcuni tour operator locali che vendono biglietti aerei senza essere vettori di trasporto aereo. Stiamo verificando eventuali irregolarità". "Da sempre forniamo all’Enac l’elenco dei vettori con cui stipuliamo contratti – ha replicato il vicepresidente dell’ Astoi, Roberto Corbella – siamo noi i primi a non volere sostituzioni dei vettori con cui abbiamo firmato contratti, solo in casi estremi possono essere accettati cambi".

I tour operator chiedono all’Enac di "fare sempre più controlli, così sarà più difficile fare irregolarità. Gli utenti sono male informati sui voli charter, spesso operato con gli stessi aeromobili e gli stessi equipaggi dei voli di linea. E’ solo una distinzione di tipo commerciale. L’Atr 72 caduto in mare davanti Palermo effettuava regolarmente il collegamento di linea Palermo-Tunisi. Può accadere – ha proseguito Corbella – che in uno stesso aeromobile, parte dei posti siano acquistati come volo di linea e parte come charter. Le compagnie italiane effettuano regolarmente voli charter".


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