L’IBAR, associazione che raggruppa 78 rappresentanti dei vettori nazionali e internazionali che operano in Italia, ha invitato l’Enac ad astenersi in futuro dal fornire informazioni "incomplete" sulla sicurezza delle compagnie aeree. All’origine di una lettera, inviata al presidente dell’Ente nazionale dell’aviazione civile dall’associazione, la pubblicazione sul sito internet dell’Enac di "informazioni parziali poi riprese dai mass media relative al Programma SAFA (Safety Assessment of Foreign Aircraft)".

Secondo l’Ibar, dalla lista pubblicata dall’Enac, che evidenzia le compagnie risultatesicure alle ispezioni dell’Ente, "sono assenti alcuni importanti vettori, quali quelli nordamericani, non perché non ritenuti sicuri ma semplicemente perché gli ispettori dell’Ente stesso non hanno ancora effettuato i controlli". La diffusione di informazioni "parziali e incomplete non solo non giova ai viaggiatori ma è gravemente fuorviante e discriminatoria", ha affermato il presidente dell’Ibar, Ignazio Strano.

"Così facendo – spiega Strano – si crea ingiustificato allarmismo e confusione presso i passeggeri e si lede la reputazione e l’immagine di vettori che esercitano da decenni l’attività del trasporto aereo in Italia e nel mondo". Strano si augura che "l’Italia si allinei rapidamente alle decisioni che l’Unione europea prenderà in materia".


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