In Italia più di una donna su tre non si è mai sottoposta a test per la diagnosi precoce del tumore al seno. L’80% delle donne sane non ha mai effettuato l’autopalpazione. Le donne meno istruite sono coloro che si preoccupano di fare controlli per la diagnosi precoce: il 27,3% con istruzione medio alta contro 67% con istruzione medio-bassa, ossia più del doppio.

Questi i dati che emergono dal primo rapporto sociale sul tumore al seno, un’inchiesta realizzata e coordinata dall’Istituto dei Tumori di Bari, con il contributo delle associazioni di pazienti Attivecomeprima e Komen Italia onlus (e con il supporto di Zeneus Pharma), su un campione rappresentativo di oltre 800 persone (220 donne colpite da cancro alla mammella, 500 donne sane e 100 oncologi).

"Se oggi il tumore fa meno paura che in passato (guarisce il 66%) – ha dichiarato Francesco Cognetti, direttore scientifico dell’ospedale Regina Elena di Roma – esso presenta nel nostro Paese uno dei più alti livelli di incidenza, con circa 36 mila nuovi casi l’anno e il 18% dei decessi per tumore tra la popolazione femminile. Ma se la strada da percorrere è ancora lunga per rintracciare le cause del tumore – ha aggiunto – è ormai dimostrata l’efficacia della diagnosi precoce", che però è evitata da troppe donne.

Il dato che più preoccupa gli esperti è l’apparente contraddizione per cui il 41,6% delle donne sane si ritiene ben informata sulla malattia e 8 su 10 non eseguono l’autopalpazione. "Solo una donna sana su 5 esegue questa pratica che rimane importante – ha detto Giuseppe Colucci, direttore dell’U.O. di Oncologia Medica e Sperimentale dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Bari – mentre in genere il Sud risulta di fatto penalizzato dalla carenza delle strutture e del personale per gli screening diagnostici".

Il rapporto è frutto del progetto Artemide e i risultati sono stati raccolti in un opuscolo "Il percorso terapeutico del tumore al seno – suggerimenti per le donne in terapia", che verrà distribuito con il patrocinio dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica in tutti i centri oncologici come supporto per pazienti e medici.

All’interno si possono trovare consigli pratici, domande e risposte sugli argomenti più sentiti. Alla ricerca, ripartita su tutto il territorio nazionale, hanno partecipato donne tra i 40 e i 70 anni. Il Sud presenta il dato più basso per lo screening mammografico (30,8% delle donne sane, 64,1% delle pazienti). A non ritenere necessari gli esami è il 33,7% delle donne sane, un dato preoccupante secondo gli esperti.

Positivo invece il rapporto con l’oncologo, che soddisfa l’86% delle pazienti, ma l’11% esprime il bisogno di un rapporto più partecipativo ed empatico. Se il medico resta comunque per le donne sane la fonte primaria di informazione (43,7%), la televisione rappresenta il 21%, specialmente al Sud in cui il dato sale al 30,7%, segno della mancanza di campagne istituzionali capillari nel meridione.


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