È stata presentata oggi, 20 febbraio, nell’ambito della manifestazione fieristica BIT (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano, la collaborazione tra il Progetto Marchi d’Area di Italia Lavoro, l’agenzia tecnica del Ministero del Welfare, e Slow Food, l’associazione internazionale che tutela la qualità e i processi di produzione dei prodotti tipici. Il Progetto Marchi d’Area, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato da Italia Lavoro, agenzia tecnica del Ministero del Welfare, è volto all’utilizzo di un marchio che renda riconoscibili e visibili i prodotti tipici, le aziende produttrici e il territorio di provenienza, valorizzando allo stesso tempo le bellezze paesaggistiche e le strutture di accoglienza e promuovendo una serie di azioni formative, volte a favorire l’occupazione giovanile e la creazione di nuove professionalità nel settore agroalimentare.

I cinque territori "pilota" del progetto Marchi d’Area sono il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco del Cilento e Vallo di Diano, il Parco Naturale dei Nebrodi, la Provincia di Lecce per le Terre del Salento e il Parco Regionale dell’Adamello. Per illustrare le linee di intervento del progetto è stato organizzato il convegno "Marchi e presidi per lo sviluppo del territorio. La definizione di un piano per un modello di collaborazione sullo sviluppo del territorio", al quale hanno partecipato Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro, Domenico Bova, responsabile del Progetto Marchi d’Area, Piero Sardo di Slow Food, Bartolo Virruso, direttore del Parco dei Nebrodi, Cosimo Durante, assessore all’ambiente della Provincia di Lecce, Vittorio Ducoli, direttore del Parco dell’Adamello, Angelo Stanziola, consigliere d’amministrazione del Parco del Cilento, Marcello Maranella, direttore del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga.

La collaborazione tra Italia Lavoro e Slow Food seguirà tre linee principali. Innanzitutto, la condivisione delle banche dati. Spiega Domenico Bova, responsabile del progetto Marchi d’Area: "Slow Food ha raccolto in questi anni numerose informazioni su produttori di reti locali e sui relativi prodotti. Italia Lavoro, dal canto suo, ha realizzato di recente un’attenta indagine socio-economica sulle filiere di prodotti. È importante quindi poter condividere queste informazioni". Per quanto riguarda il secondo fronte di collaborazione, Slow Food metterà a disposizione di Italia Lavoro il proprio sistema formativo, che agisce già in modo significativo sui produttori delle filiere, ai quali viene offerta assistenza formativa per le attività relative ai disciplinari di produzione e al mantenimento del presidio.

"In questo caso – specifica Domenico Bova – Italia Lavoro può intervenire per migliorare il sistema formativo di Slow Food, grazie alle indagini che andrà ad effettuare sul tessuto imprenditoriale locale". Infine, c’è l’intenzione di avviare una sperimentazione congiunta. Slow Food sta individuando una serie di nuovi prodotti su cui costruire nuovi presìdi, che oggi sono circa 200 in tutta Italia. Aggiunge Domenico Bova: "Vogliamo costruire assieme a Slow Food una serie di nuovi percorsi, dando una mano ai singoli produttori per definire con loro le regole sui disciplinari di produzione e di mantenimento delle normative sulla sicurezza e sull’igiene, ricostruendo il percorso di tracciabilità identificativa della storia della tradizione del prodotto, fino alla costruzione di un nuovo presidio".

"È necessario perseguire in maniera decisa questi obiettivi – ha dichiarato Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro – perché altrimenti si rischia di perdersi dietro alle mille saghe, fiere, feste, eventi che poi lasciano il tempo che trovano. Lo scopo di Italia Lavoro è proprio quello di definire un modello capace di creare un sistema di sviluppo e di promozione del territorio che sia realmente replicabile e ripetibile". Il Progetto Marchi d’Area, inoltre, definirà una serie di servizi a favore del territorio (animazione territoriale, promozione e sviluppo di network), delle imprese (organizzazione aziendale e qualificazione e certificazione dei prodotti), e una serie di azioni di politiche attive del lavoro a favore di disoccupati, inoccupati e lavoratori svantaggiati (LSU, DLD, ecc) e/o di lavoratori provenienti da settori in crisi economico-occupazionale, anche attraverso percorsi di formazione e riqualificazione.


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