L’ISO, l’organizzazione mondiale per la normazione della quale fa parte l’UNI in rappresentanza dell’Italia, dopo lunghe discussioni ha deciso di avviare i lavori per definire delle norma tecniche volontarie per il settore del turismo per…"dare ai consumatori ed agli operatori del settore criteri riconosciuti e condivisi per scambiare servizi turistici in modo trasparente e prendere decisioni informate…".

L’intervento dell’ISO risponde ad un’attuale esigenza del mercato del turismo. Per uscire dalla crisi che da qualche anno investe il settore italiano e non solo, è necessario investire in qualità. Attorno a questo concetto di difficile definizione è ruotato il convegno "Turismo: definire la qualità" che si è tenuto questa mattina a Roma, organizzato da UNI, CNEL e Touring Club Italiano.

Definire gli standard qualitativi minimi dei servizi in generale è arduo– sostiene Paolo Scolari, presidente dell’UNI: se, infatti, il prezzo è chiaramente definibile, attualmente non lo è la qualità. Ed è qui che possono entrare in gioco le norme tecniche volontarie, ovvero quei documenti che:

  • definiscono le caratteristiche di un prodotto, processo o servizio secondo lo stato dell’arte della tecnica;
  • facilitano la comunicazione unificando la terminologia, i simboli, i codici;
  • migliorano l’efficacia e l’efficienza del sistema economico, unificando prodotti, prestazioni, metodi di prova;
  • favoriscono il commercio internazionale armonizzando norme e controlli di prodotti e servizi;
  • salvaguardano gli interessi del consumatore e della collettività.

Nel concreto, le norme tecniche volontarie – aggiunge il presidente dell’Ente Nazionale di Unificazione (UNI) – con la trasparenza possono risollevare le sorti del turismo nazionale che per anni ha vissuto di "rendita" adagiandosi sul proprio inestimabile, nel valore artistico e culturale, patrimonio. La chiarezza di cosa si offre e cosa si compra è necessaria per garantire un rapporto corretto e paritetico tra cliente e fornitore, che si tratti di rapporti tra operatori o di una vendita al consumatore finale. Le norme terminologiche, quelle che definiscono le caratteristiche e il processo di erogazione del servizio nonché la qualificazione del personale sarebbero la base per fare chiarezza e quindi fare scelte consapevoli, diminuire il rischio delle contestazioni ed aumentare la soddisfazione del cliente.

Concordi con il parere dell’ing. Scolari, ovvero nella necessità di puntare sulla qualità per vincere sulla concorrenza internazionale sono tutti gli ospiti al convegno, dalla presidente del CNCU, Daniela Primicerio al direttore generale del Touring Club Italiano, Guido Venturini, al neoeletto presidente del CNEL Antonio Marzano il quale ha ricordato ancora una volta come è difficile delineare i contorni del concetto "qualità" nel settore turistico laddove si pensi che la percezione positiva di una vacanza è data da diversi fattori. Vivibilità del luogo, in generale, e comfort della struttura alberghiera ospitante sono fattori che concorrono al cosiddetto "passaparola".

 

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