Per la prima volta nella regione Piemonte il numero delle presenze dei turisti (numero persone moltiplicato per i pernottamenti) ha superato il tetto dei 9 milioni (9.341.598): 397.253 in più del 2003, con un aumento del 4,44% e una crescita delle presenze straniere del 43,16%. E’ quanto emerge dal Rapporto Annuale 2004 sul Turismo in Piemonte, presentato oggi a Torino dall’assessore al Turismo, Sport e Pari opportunità della regione Piemonte, Giuliana Manica.

In particolare, la ricerca evidenzia una forte crescita dei turisti stranieri, che con 4.032.087 presenze costituiscono il 43,16% del movimento complessivo del 2004, con un aumento di 307.538 presenze rispetto alle 3.724.549 del 2003 (41,64%). Continua a crescere anche il numero degli italiani: 5.309.511 presenze nel 2004, pari al 56,84% del totale, contro le 5.219.796 del 2003, corrispondenti al 58,36%, con una crescita assoluta di 89.715 presenze, ma un calo percentuale dell’1,52% sul totale presenze.

In aumento anche del tempo di permanenza, con una media di 3,25 giorni. Cala invece a sorpresa il Distretto turistico dei Laghi (-1,35%) e crolla Novara (-8,41%), mentre le Montagne Olimpiche si confermano in lieve crescita sulle presenze (+3,43%), grazie soprattutto alle presenze straniere.

Questi risultati rappresentano la base della strada che la regione Piemonte dovrà percorrere in vista delle Olimpiadi. "Nonostante le difficili condizioni, da un punto di vista finanziario e strutturale – ha dichiarato Manica – in cui è stato lasciato l’Assessorato, ci impegneremo nella riorganizzazione delle risorse e nel rilancio dell’organizzazione turistica, sfruttando il pacchetto olimpico e i posti olimpici, e al contempo puntando su forme di accoglienza innovative, come la convegnistica, offrendo strutture polivalenti che mettano a disposizione centri benessere e relax, possibilità di collegamenti wireless e sale convegni. Lavoreremo, inoltre, per creare pacchetti turistici che prevedano percorsi enogastronomici, culturali e naturalistici, puntando anche su forme di ricezione alternative».

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