La sede romana di Ferdercommercio ha oggi ospitato la 56ma Assemblea della Federalberghi, la Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo. L’incontro, svoltosi in due giornate ed a cui hanno partecipato più di duecento albergatori italiani, ha illustrato un ampio panorama dell’offerta turistica del Paese, da sempre uno dei settori trainanti della nostra economia. Le strategie su cui puntare per il futuro sono state espresse dal Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca in cinque punti fondamentali:

  • assetto istituzionale del settore, con un coordinamento nazionale assicurato da un apposito ministero delle politiche turistiche;
  • nuova formula di promozione, con attenzione alle proposte ed al confronto fra le parti;
  • miglioramento della dotazione infrastrutturale grandi opere, reti stradali, energia, tecnologia, accesso ad internet);
  • qualità dei servizi offerti dalle imprese, grazie a provvedimenti a favore della formazione e della professionalità del personale;
  • armonizzazione dell’imposizione fiscale indiretta, rispetto a quella gravante negli altri Paesi Ue.

L’offerta alberghiera italiana è in grado di soddisfare "le più svariate esigenze dei turisti – ha dichiarato Bocca – sia per i livelli di qualità e pregio, sia per la capillare diffusione degli esercizi sull’intero territorio nazionale. Nel 2005 il nostro sistema turistico si è avvalso di 33.518 alberghi, dotati di due milioni di letti, 1 milione di camere e 992 mila bagni". Rispetto al 2004 il comparto è in sostanziale stagnazione. "Il 2005 è stato un anno di tenuta – ha dichiarato il Presidente di Federalberghi, contraddistinto da una crescita degli stranieri, da un lieve calo degli italiani, ma soprattutto dalla fine della caduta della domanda tedesca. A significare che il nostro articolato sistema alberghiero è competitivo a livello internazionale ed è stato in grado, pur in assenza di aiuti sia dello Stato che dall’Unione Europea, di fermare l’emorragia del settore apertasi dall’attentato di New York dell’11 settembre 2005". Questi i numeri nel 2005: 233 milioni di presenze complessive, con una flessione dello 0,3% rispetto all’anno precedente; 135,3 milioni i clienti italiani e 97,9 milioni quelli stranieri, (in aumento i turisti belgi, gli svizzeri e gli austriaci, e poi a seguire statunitensi, giapponesi e canadesi; in diminuzione invece gli inglesi, i francesi ed in parte anche i tedeschi).

Nell’incontro sono inoltre state presentate le diverse caratteristiche, illustrate dettagliatamente sul portale della Federalbeghi-Confturismo, delle strutture italiane: 3.913 alberghi situati nelle località termali, 1.881 dotati di campi da tennis, 4.916 dotati di piscina, 11.331 in grado di ospitare animali domestici, 2.265 posti presso i parchi naturali e 3.428 presso le aree marine protette. Le città d’arte ed in particolare Roma, continuano ad attirare numerosi turisti, anche grazie ad importanti iniziative per attirare la domanda: "il modello della Capitale – ha dichiarato il Vice Sindaco Maria Pia Garavaglia – è un modello da seguire per tutta la Nazione, con ben 16 milioni e mezzo di presenze negli ultimi 25 mesi. Contiamo di giungere, per il prossimo quinquiennio, a 20 milioni". "Bisogna però riuscire ad aumentare la durata dei soggiorni a più di tre giorni, con la valorizzazione di eventi, concerti, tecnologie informatiche, che costituiscono un valore aggiunto al turismo. A tale proposito il 21 aprile verrà distribuita la Roma Card, che al costo di 18 euro offrirà tra l’altro agevolazioni nei trasporti e per l’ingresso a musei statali e capitolini".

Al convegno hanno preso parte anche esponenti dei due schieramenti politici, che si sono confrontati sulle strategie da sviluppare nel campo turistico. Francesco Rutelli, Presidente della Margherita, punta sul rilancio del settore, che fra tutti i rami dell’industria nazionale, "rappresenta la ricetta economica più efficiente, specialmente nei periodi di stagnazione come quello attuale". I propositi dell’Unione sono: dare priorità politica al turismo; abbattere il prelievo dell’Iva; creare un coordinamento fra le politiche regionali, per il ritorno ad una politica nazionale del settore; una riforma del sistema, con investimenti per la sicurezza, il territorio, le infrastrutture, l’accessibilità, la cultura; la semplificazione degli iter burocratici per le imprese.

Il Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ha ribadito la necessità di sviluppare ed accrescere le infinite potenzialità del patrimonio naturale e culturale italiano, "una ricchezza straordinaria da sempre valorizzata dalle nostre imprese alberghiere, che da tempo garantiscono numerosi posti di lavoro sul territorio". "Occorre – secondo il Presidente della Camera – creare una politica di sistema, valorizzando tutte le politiche che incidono sul turismo: pressione fiscale più equa, sviluppo delle infrastrutture, burocrazia più snella". L’esponente di Centro Destra ha poi sottolineato l’attività già svolta dal suo Governo, come la riforma costituzionale che ha chiarito le competenze delle regioni sul turismo; la riforma del mercato del lavoro, con la creazione di nuova occupazione e l’emersione del lavoro nero; gli investimenti per le infrastrutture. "Serve spazio per un ulteriore diminuzione del prelievo fiscale – ha concluso Casini – più stanziamenti per il Mezzogiorno, facilitazioni al credito d’impresa, dialogo fra università e mondo del lavoro".

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