"Una delle innovazioni più significative dell’attività parlamentare e di governo della legislatura in corso". Così il professore Guido Alpa dell’Università di Roma, membro della Commissione di Studio, definisce il "Codice del consumo", testo entrato in vigore a ottobre che finalmente raccoglie tutte quelle regole riguardanti i consumatori che fino ad allora giacevano sparse fra i vari codici esistenti. Ma non chiamatelo "testo unico", insistono i relatori del convegno sulla disciplina dei rapporti tra consumatori e imprese che si è svolto questa mattina a Roma. "Non si tratta della semplice raccolta di leggi – spiega Massimiliano Dona consigliere del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti – ma di un vero e proprio codice che ha riunito in 146 articoli tutte le norme esistenti a tutela del consumatore che erano oltre 500".

Secondo i relatori, infatti, uno dei fiori all’occhiello del codice è proprio la semplificazione della normativa di settore realizzata dal testo. "Di 30 leggi che disciplinavano la materia – dice ancora Dona – se n’è fatta solo una". Daniela Primicerio, presidente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti (Cncu), insiste con entusiasmo sulla vitalità del codice, "una ordinamento che non vuole fermarsi ma che al contrario deve sempre aggiornarsi nel tempo stabilendo i diritti e i doveri dei consumatori e dei commercianti".

Trasparenza e armonizzazione sono secondo la Primicerio le nuove parole d’ordine. Dall’entrata in vigore del codice, infatti, è diventato molto più facile per il consumatore conoscere i propri diritti, anche perchè "le precedenti norme andavano a volte a sovrapporsi creando ambiguità e scarsità di chiarezza". E se il labirinto giuridico si è fatto meno contorto, come garantisce Dona, ci sono anche importanti novità sostanziali. Fra queste, una in particolare riguarda le norme sulla recesso il cui limite è stato alzato a 7 a 10 giorni. Un’altra nuova norma riguarda nello specifico il turismo: con il nuovo codice i viaggiatori sono tutelati anche nei confronti delle truffe operate da agenzie abusive, una tutela che fino a ieri non veniva garantita.

E i difetti? I membri della Commissione non ne vedono molti, la Primicerio ammette un po’ di dispiacere per le sventure della "Class Action", approvata alla Camera e improvvisamente impantanata al Senato. Massimiliano Dona si lamenta invece della disciplina sugli acquisti a rate. "Finanziatore e venditore continuano a rimanere soggetti distinti – conclude Dona – e così se ad esempio un consumatore compra un cellulare a rate e se questo non funziona, deve comunque continuare a pagare le rate al finanziatore".

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