Il Tribunale di Parma ha pronunciato una prima ed importante sentenza a favore di un risparmiatore che ha acquistato titoli emessi all’estero, senza avere avuto adeguata informazione dalla sua banca. Il caso trattato in giudizio – si legge in una nota diffusa da Confconsumatori – riguarda la vendita di obbligazioni Cirio, emesse in Lussemburgo. Secondo il Tribunale di Parma, però, il relativo acquisto sarebbe nullo per violazione del dovere di informazione da parte della banca.

Quest’ultima, secondo il Testo Unico della Finanza, articolo 21, e secondo il Regolamento Consob del luglio 1998, è tenuta, prima di iniziare la prestazione di servizi di investimento, a chiedere all’emittente notizie circa la sua situazione finanziaria, gli obiettivi di investimento e la propensione al rischio dei suoi titoli, e, di conseguenza, a fornire al proprio cliente adeguate informazioni sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni del servizio venduto.

Il Tribunale di Parma ha ritenuto che, pur avendo l’investitore sottoscritto tutta la documentazione necessaria, non vi era stata alcuna indicazione, da parte della banca, riguardo alla natura "altamente rischiosa" dei titoli, ed ha dichiarato la nullità del contratto. Inoltre, ha dichiarato che spetta alla banca la prova di avere dato adeguata informazione ai propri clienti.

Tale provvedimento – conclude la nota dell’associazione – segna un altro fondamentale passo in avanti a tutela dei risparmiatori, e, in particolare, degli acquirenti di titoli emessi all’estero, operazione spesso utilizzata da aziende italiane per mascherare la propria situazione di insolvenza, ad esempio come nel caso Parmalat, Cirio e Giacomelli.

La prevalenza dell’interesse pubblico e l’incidenza del risparmio privato e pubblico sull’economia nazionale giustificano una sentenza così innovativa e salvaguardano un’adeguata e completa informazione a tutela dei risparmiatori.

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