Crisi dell’acqua ad Ascoli, anche Adiconsum Marche si attiverà per la richiesta di risarcimento. Di fronte alle inefficienze e alla mancanza di acqua che ha interessato Ascoli e i Comuni vicini, il CIIP ha "l’obbligo – scrive l’associazione – di provvedere alla manutenzione della rete, né possono esimersi dalla responsabilità l’ATO5 che è l’organismo di controllo e di programmazione del servizio idrico, i Comuni e la Provincia". Per l’associazione non sono stati rispettati dal CIIP i principi fondamentali di erogazione del servizio. Di conseguenza l’associazione sta valutando la possibilità di inviare un esposto alla Procura e "ha inviato – comunica in una nota stampa – una richiesta di accesso agli atti sia all’Ato5 che al CIIP, al fine di verificare la convenzione di affidamento e le sanzioni previste, nonché la richiesta di provvedere all’immediata sospensione del pagamento del canone a tutti i cittadini coinvolti nell’area della rottura della linea acquedottistica".

Altro tema dolente: la carenza di informazione denunciata a fronte di cittadini che "non sanno neanche se l’acqua è potabile". L’associazione chiede dunque di vedere atti e delibere dell’Ato per valutare l’effettiva corrispondenza dell’aumento delle tariffe agli investimenti negli impianti. "E se dopo tanti discorsi e battaglie a livello nazionale ed internazionale – scrive Adiconsum Marche – atte ad evitare la mercificazione dell’acqua si è deciso per la gestione pubblica, che avrebbe dovuto tutelare gli interessi dei consumatori, la nuova organizzazione, con la struttura che si è data, istituisce un conflitto di interessi derivanti dal fatto che il controllato è anche il controllore e a farne le spese sono i cittadini e come in questo caso un intero territorio".

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