La conciliazione paritetica concordata fra Telecom Italia e alcune delle associazioni dei consumatori è uno strumento importantissimo, che consente agli utenti di veder riconosciuti i propri diritti, dopo che i reclami hanno avuto risposta negativa o non l’hanno avuta affatto, talvolta anche con l’aggiunta di discussioni più o meno accese con gli operatori del call center. E’ quanto si legge in una nota del Movimento Difesa del Cittadino di Pistoia oggi diffusa.

MDC Pistoia, che gestisce le conciliazioni con Telecom Italia per gli associati toscani, nei primi mesi di attività ha conosciuto e risolto numerose problematiche, relative a clienti privati e business. Fra i casi più clamorosi, un professionista al quale Telecom aveva addebitato corrispettivi per servizi cessati e modifiche contrattuali mai richieste (contratto a forfait, diventato improvvisamente a consumo). Al professionista, che in un primo momento aveva protestato, per tutta risposta era stato staccato il telefono! Allora si era visto costretto a pagare indebitamente le cifre richieste, e così via per ogni bolletta successiva. In sede di conciliazione gli è stato riconosciuto un indennizzo di quasi 4.400 Euro, ai quali va poi aggiunta l’IVA.

Altro professionista, che aveva a noleggio un router difettoso, partendo per le vacanze riteneva di aver spento il computer e la relativa connessione ad internet. In realtà, pur non apparendo sul computer, il router era rimasto connesso: gli sono stati stornati circa 2.000 Euro, oltre IVA. Numerosi sono stati poi i casi di ritardi negli allacciamenti e nei traslochi delle linee telefoniche, con indennizzi che hanno superato talvolta i 700 euro. O ancora le modifiche contrattuali non accordate e i soliti servizi mai richiesti, attivati e regolarmente fatturati.

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