Si è aperto oggi a Roma, presso la Facoltà di Economia dell’ Università degli Studi Roma Tre, il XXII Congresso Nazionale di Scienze Merceologiche, dal titolo "La qualità dei prodotti per la competitività delle imprese e la tutela dei consumatori". E’ noto come la qualità rappresenti un insostituibile fattore di competizione, in particolare nell’attuale contesto economico caratterizzato da una crescente globalizzazione e da una concorrenza che vede ormai protagonisti anche aziende e Paesi che soltanto pochi anni fa erano semplici spettatori della competizione internazionale. D’ altra parte anche l’atteggiamento del consumatore è mutato, passando dal mero interesse per il prezzo d’ acquisto ad una maggiore attenzione per le caratteristiche del prodotto o del servizio ai fini di una scelta consapevole. Obiettivo del Convegno, che avrà una durata di tre giorni, è quello di mettere a confronto i pareri di studiosi ed esperti per sviluppare le tematiche inerenti la qualità di prodotto, processo e sistema;la qualità ambientale e lo sviluppo sostenibile; la responsabilità sociale;la promozione e la tutela del "made in Italy"; l’ informazione e la tutela del consumatore.

"Negli ultimi anni- ha dichiarato in apertura dei lavori Maria Claudia Lucchetti, organizzatrice del Convegno- l’attenzione di studiosi ed esperti delle scienze merceologiche si è focalizzata dapprima sulle caratteristiche di sicurezza e di idoneità all’uso del prodotto o del servizio, per poi concentrarsi anche su altri aspetti quali la completa conoscenza della composizione e delle proprietà, la compatibilità ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita (produzione, uso e smaltimento) fino a comprendere anche gli aspetti etici e sociali che ormai da diversi anni sono al centro dell’attenzione di imprese e istituzioni. Determinante in questi anni è stato anche il ruolo della associazioni dei consumatori che hanno introdotto nel consumatore una crescente consapevolezza del proprio ruolo trainante nei confronti tanto delle aziende quanto degli organismi preposti alla regolamentazione ed al controllo."

Nel corso della giornata si è discusso soprattutto del ruolo del made in Italy nel contesto del mercato globale. "Il made in Italy- ha dichiarato Ernesto Chiacchierini, Direttore del Dipartimento di Controllo e Gestione delle Merci e loro Impatto Ambientale dell’ Università La Sapienza- è un fenomeno complesso che comprende diversi fattori; esso rappresenta la parte più vitale del Sistema-Italia(basato soprattutto su imprese medio-piccole) e ha consentito lo sviluppo delle macchine specializzate, sia nella produzione che nell’ imballaggio(il cosiddetto indotto).Bisogna incentivare il sistema fieristico e la promozione internazionale. Nel campo della manifattura italiana le imprese sono soprattutto di piccole e medie dimensioni. Le grandi imprese sono soltanto 582 unità, su un totale di 600.000 aziende. Le 3.966 medie imprese industriali rappresentano lo 0,7% delle 559 mila imprese manifatturiere ma generano circa il 14% del valore aggiunto dell’industria italiana.Il 64,2% del fatturato delle medie imprese viene classificato nel cosidetto made in Italy e le piattaforme produttive sono quasi tutte dislocate al Nord(3.105 unità), mentre al Sud si trovano soltanto 279 aziende di questo tipo."

"Nel 2005 la crescita del nostro Paese- ha continuato Chiacchierini– è stata stimata su livelli molto bassi e per il 2006 le previsioni non sono molto favorevoli. A livello internazionale l’Italia si trova in una posizione penalizzante ed è notevole la differenza con la Cina soprattutto per quanto riguarda il PIL e le esportazioni.Le linee guida della politica economica dovrebbero perseguire l’interesse dei produttori, ossia delle imprese,e quello dei consumatori, che sono anche lavoratori. Occorre quindi da una parte salvaguardare la competitività delle imprese di fronte alla concorrenza internazionale con la concessione di adeguati sussidi e protezione nei riguardi dell’estero e dall’altra promuovere all’interno del Paese la concorrenza e le liberalizzazioni."

"Nello scenario internazionale- ha concluso Chiacchierini- dobbiamo essere consapevoli che sempre di più verranno immessi sul mercato prodotti a costi non perseguibili per i nostri sistemi produttivi. La possibilità di competere quindi, l’avremo e la manterremo grazie alla qualità che farà la differenza dei prodotti delle nostre imprese."

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