Di fronte all’annuncio che dal 31 gennaio 2006 i cittadini della Sardegna e della Valle d’Aosta non avranno più accesso all’informazione televisiva se non attraverso il sistema digitale terrestre, il Movimento Consumatori condivide le preoccupazioni espresse ieri dal Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru.

Il passaggio alla tecnologia digitale terrestre – si legge nella nota diffusa dall’associazione – è stato gestito in un’ottica esclusivamente commerciale, di finanziamento pubblico alla Pay-TV, senza tenere in alcun conto il diritto all’informazione garantito dall’art.21 della Costituzione, senza valorizzare le potenzialità che la nuova tecnologia potrebbe offrire in termini di servizi e di interattività, senza una strategia capace di guardare alla tecnologia come strumento di progresso sociale e non solo di opportunità commerciale.

Il risultato pratico, per i cittadini, è quello di dovere pagare per avere nulla di più di quello che già avevano con la TV tradizionale, con l’aggravante di un ampliamento del mercato della TV commerciale accompagnato da un’ulteriore restrizione della concorrenza.

Inoltre, è del tutto inaccettabile – conclude la nota dell’associazione di tutela dei consumatori – che, in questo contesto, non venga neppure data ai cittadini la possibilità di scegliere. Tali preoccupazioni valgono oggi per la Valle d’Aosta e per la Sardegna, ma in prospettiva anche per tutte le altre regioni, per le quali la scomparsa della TV tradizionale dovrebbe scattare a dicembre 2006.

Il Movimento Consumatori chiede, pertanto, che venga mantenuta la possibilità di continuare a fruire della TV analogica, e che nel frattempo si apra una seria riflessione sulle modalità, sui tempi, e sui contenuti del passaggio alla tecnologia digitale.

 

 

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