Allo stato attuale, Mediaset e La7 non superano il tetto del 20% delle reti televisive nazionali, sia in analogico sia in digitale terrestre, fissato dalla legge Gasparri per ciascun gruppo tv. Questa la decisione del consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che si è pronunciato ieri su una diffida presentata a metà maggio da Centro Europa 7, l’emittente di Francesco Di Stefano, con cui si chiedeva all’organismo di garanzia di verificare il possibile superamento del limite da parte di Mediaset.

Secondo la verifica effettuata dall’AGCOM in base alla Legge Gasparri e al regolamento interno sul digitale terrestre, è emerso che le trasmissioni in ‘pay per view’ di Rti, la concessionaria tv di Mediaset, e La7 (in pratica quindi il calcio a pagamento sul digitale) non superano le 24 ore settimanali e pertanto non possono essere considerati come programmi a tutti gli effetti ma come trasmissioni di carattere occasionale, di conseguenza non sono computabili all’interno del totale dei canali, analogici e digitali, sul quale si calcola il limite del 20%. Secondo una delibera proprio dell’AGCOM (la 435 del 2001) infatti, il "programma" è una trasmissione che va oltre le 24 ore alla settimana.

Secondo il ricorso di Europa 7 – emittente che è in possesso da anni di una concessione nazionale che non può utilizzare perché non ha le frequenze – invece Mediaset avrebbe superato il limite del 20% in quanto controllerebbe 8 reti su 33 complessive, ossia i tre canali analogici (Canale 5, Italia 1 e Retequattro), la rete digitale in chiaro Boing e i quattro programmi in ‘pay per view’ Mediaset Premium 1, 2, 3 e 4. L’emittente aveva chiesto perciò all’Authority di verificare ed assumere gli eventuali provvedimenti del caso.


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