La Commissione europea ha adottato una nuova legislazione che fissa i livelli massimi per le diossine e per i policlorobifenili (PCB) contenuti negli alimenti e nei mangimi animali. A partire dal 1º luglio 2006, sarà vietata la commercializzazione all’interno dell’Ue di alimenti o mangimi animali nei quali la somma di diossine e policlorobifenili superi i nuovi limiti stabiliti.Le diossine e i PCB sono sostanze chimiche tossiche che possono provocare effetti nocivi sulla salute. Secondo le più aggiornate ricerche scientifiche, l’assunzione o la prolungata esposizione a queste sostanze può causare il cancro, ridurre la capacità di procreazione, indebolire il sistema immunitario e provocare patologie cutanee. Le diossine inoltre sono sostanze persistenti, per la cui degradazione sono necessari decenni o secoli, e che possono essere riciclate continuamente in diversi comparti ambientali accumulandosi nella catena alimentare.

Markos Kyprianou, commissario europeo responsabile per la salute e la tutela dei consumatori, ha dichiarato: "Nel fissare questi nuovi livelli massimi, la Commissione compie un ulteriore passo in avanti nella protezione dei consumatori europei contro gli effetti nocivi a lungo termine del consumo di diossine e PCB diossina-simili. Noi proseguiremo nella nostra strategia globale contro queste sostanze tossiche, riesaminando continuamente come ridurre l’esposizione umana. E’ compito ora delle autorità nazionali assicurare che la sorveglianza sia esercitata correttamente, affinché i cittadini di tutti gli Stati membri possano beneficiare dello stesso livello di protezione contro queste sostanze contaminanti".Allo scopo di ridurre l’esposizione umana a queste sostanze tossiche, già a partire dal luglio 2002 erano stati applicati livelli massimi per le diossine presenti negli alimenti di origine animale e in tutti i mangimi animali. Tuttavia, per mancanza di dati scientifici sufficienti, non erano stati fissati limiti per i policlorobifenili. La nuova normativa abbassa i limiti obbligatori per i livelli combinati di diossine e policlorobifenili sulla base dei fattori di equivalenza tossica definiti dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). E’ intenzione della Commissione rivedere i livelli massimi a partire dal 31 dicembre 2008 con l’obiettivo di ridurli ancora sensibilmente.La responsabilità primaria di garantire il rispetto dei livelli massimi spetta in prima istanza agli operatori del settore alimentare e del settore dell’alimentazione animale, mentre le autorità degli Stati membri sono incaricate di procedere ai controlli e di presentare i risultati alla Commissione.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha accolto favorevolmente la decisione della Commissione europea di adottare una nuova legislazione per fissare i livelli massimi per le diossine e per i policlorobifenili (PCB) contenuti negli alimenti e nei mangimi animali. "Le diossine e i PCB – spiega Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – sono sostanze chimiche tossiche che possono provocare effetti nocivi sulla salute, come patologie cutanee, cancro, riduzione della capacità di procreazione e indebolimento del sistema immunitario.Questa iniziativa dell’Unione Europea è molto positiva. Ora tocca alle autorità italiane assicurare un sistema di controlli efficace in grado di garantire la sicurezza degli alimenti e la salute dei consumatori, già allarmati dagli scandali alimentari degli ultimi anni (mucca pazza, polli alla diossina, vino al metanolo, grano contaminato, per citarne solo alcuni)".

Secondo i dati del rapporto "Gli Italiani a tavola. Stili di vita e rischi alimentari" presentato a dicembre a Roma dalla stessa associazione, sulla base di un’indagine realizzata dall’associazione, gli italiani sono soprattutto preoccupati dall’uso di additivi chimici. Inaftti, la quasi totalità degli intervistati (95,2%) alla domanda "Quali possono essere considerati elementi di rischio nel sistema di produzione degli alimenti?" ha, infatti, indicato la voce "l’uso di prodotti chimici" come la più pericolosa.

Di seguito riportiamo la tabella e le Risposte (Val. %) degli intervistati alla domanda: "Quali possono essere considerati elementi di rischio nel sistema di produzione degli alimenti?"

  • L’uso di prodotti chimici 95,2
  • La presenza di OGM 88,3
  • Il sistema di trasporto 82,1
  • La gestione dei punti vendita 76,4
  • La produzione in Paesi extra UE 75,6
  • L’assenza di marca 52,6

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