Per un quarto del territorio nazionale, pari a sette milioni di ettari, è già pronta la Carta della Natura, il prezioso strumento di informazione e valutazione dell’ambiente naturale che identifica e posiziona geograficamente lo stato dell’ambiente naturale in Italia, stimando il valore naturalistico e la vulnerabilità territoriale dell’intero Paese. L’obiettivo successivo è quello di definire le linee di assetto del territorio ed identificare reti ecologiche. Questo il tema centrale del working group sulla biodiversità "Ad Hoc Open Ended Working Group" organizzato, in questi giorni, dal WWf a Montecatini.

La Carta deve essere multiscalare e aggiornabile e deve contenere un’ampia gamma di informazioni che riguardano l’ambiente fisico, la presenza delle specie di fauna e flora, la presenza dell’uomo e le loro interrelazioni. Per questo motivo è stato strutturato un Sistema Informativo Geografico (GIS) e sono state scelte due scale di analisi territoriale.

Oltre alla Carta della Natura l’Italia ha altri strumenti operativi per la tutela della sua biodiversità come i Piani di azione nazionali per la tutela di specie in pericolo e gli inventari nazionali della biodiversità. Inoltre sta per essere pubblicata, sempre a cura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, un inventario sullo stato della biodiversità in Italia e sulle strategie da mettere in atto per conservarla.


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