Negli ultimi anni le immersioni subacquee (diving) si sono trasformate da sport d’élite ad un’attività ricreativa praticata da un sempre maggior numero di persone. Per cercare di rendere ancora più sicura questa attività, l’UNI -Ente Nazionale Italiano di Unificazione- ha pubblicato la norma UNI EN 14153 "Servizi per l’immersione ricreativa – Requisiti minimi di sicurezza richiesti per l’addestramento di subacquei ricreativi".

"Si stima che il 60% di tutti gli incidenti avvenga durante le prime 30 immersioni; ciò significa che una buona preparazione sia pratica che teorica potrebbe diminuire sensibilmente la percentuale di pericolo per i subacquei": ha dichiarato Ulrich van Laak del DAN -Divers Alert Network- (www.diversalertnetwork.org/.) il quale ha inoltre aggiunto che "le norme potrebbero sicuramente aiutare a ridurre il rischio di tali incidenti!".

La norma UNI EN 14153 definisce in particolare:

– le competenze che deve avere un subacqueo per ottenere la certificazione come "Subacqueo non autonomo e/o guidato" (si immerge solo sotto la diretta sorveglianza di una guida subacquea, ad una profondità massima di 12 metri, effettua immersioni che non richiedano soste di decompressione in acqua e solo quando è disponibile un adeguato supporto in superficie);
– le competenze di un "Subacqueo autonomo" (si immerge sino ad una profondità massima di 20 metri con altri subacquei dello stesso livello, effettua immersioni che non richiedano soste di decompressione in acqua e solo quando è disponibile un adeguato supporto in superficie).
– le competenze di una "Guida subacquea" (conduce tutte le attività di diving ricreativo per le quali ha ricevuto un’adeguata preparazione, pianifica ed esegue procedure di emergenza appropriate per l’ambiente e le attività subacquee, può aiutare a controllare gli studenti e a migliorarne la sicurezza ma non può valutare o insegnare alcuna tecnica).

Spetta al centro di diving, accertarsi che gli allievi siano in possesso di tutti i prerequisiti necessari per poter partecipare (ad esempio la documentazione medica adeguata e, in caso di minore, che ci sia l’autorizzazione dei genitori o di chi ne ha la tutela legale).

Agli allievi viene richiesta (sulla base del livello che vogliono conseguire) una adeguata conoscenza delle caratteristiche e dei principi di funzionamento delle attrezzature (maschera, pinne, muta, erogatore, fonti d’aria alternative, dispositivi di controllo dell’assetto, dispositivi di segnale di pericolo, etc.) dei principi fisici (suoni, luci, temperatura…), dell’utilizzo delle tabelle di decompressione, della pianificazone di una immersione (preparazione, procedure di emergenza, prevenzione/gestione degli incidenti, comunicazione sott’acqua e in superfice, etc.) delle tecniche di primo soccorso e dei problemi medici collegati alla pratica del diving (compresi quelli di tipo psicologico come stress mentale, panico, eccessiva sicurezza).

Tutte le attività subacquee effettuate in acque confinate (ad esempio piscine con profondità adeguata al tipo di attività) devono svolgersi sotto la diretta sorveglianza di un istruttore che dovrà trovarsi fisicamente in acqua con gli studenti durante ciascuna immersione. Per poter effettuare la prima immersione in acque aperte è indispensabile che l’allievo dia effettivamente prova di essere in grado (senza utilizzare maschera, pinne, aeratore, etc.) di coprire a nuoto una distanza di almeno 50 metri e di riuscire a restare a galla per 5 minuti (Livello 1) o 10 minuti (Livello 2).
La sorveglianza degli allievi è di esclusiva responsabilità dell’istruttore il quale può decidere di limitare il numero dei partecipanti nel caso le condizioni ambientali non siano ideali (per esempio in caso di scarsa visibilità sott’acqua) o anche di utilizzare strumenti addizionali per migliorare il livello di sicurezza (come ad esempio cime per la risalita).

Ai fini del rilascio della certificazione e a seconda del livello che si vuole conseguire, gli studenti – precisa l’UNI – devono superare un esame (che prevede anche prove orali) per dimostrare le abilità pratiche raggiunte e le conoscenze teoriche.

Per la parte teorica un subacqueo non autonomo – si legge nella nota – dovrà essere ad esempio in grado di spiegare ad un istruttore la funzione dei principali componenti del sistema di erogazione e come assemblare o disassemblare tale sistema. Per quanto riguarda invece la pratica dovrà dimostrare come si prepara all’immersione, la preparazione delle attrezzature necessarie, la comunicazione in acqua, il controllo dei compagni etc. Per ottenere la certificazione gli allievi dovranno portare a termine con successo almeno due immersioni in acque aperte sotto la supervisione di un istruttore scuba (preparazione, controllo pre-immersione, entrata in acqua, procedure di discesa, attività subacquea, precedure di risalita, emersione).

Nel caso di un subacqueo autonomo oltre a spiegare la funzione dei principali componenti del sistema di erogazione, l’allievo dovrà riconoscere il sistema più adatto ad un determinato ambiente, identificare quando il sistema di erogazione necessita di un controllo e saperne valutare le funzionalità di base. Per quanto concerne la pratica, l’allievo dovrà essere in grado di pianificare e preparare un’immersione, effettuando una valutazione delle condizioni ambientali, considerando il consumo di aria, i metodi di entrata e di uscita dall’acqua, lo stato di preparazione personale (fisico e mentale) e dei propri compagni, la preparazione dell’attrezzatura necessaria, la gestione delle eventuali emergenze, dimostrando il controllo dell’assetto sott’acqua, etc. Per ottenere la certificazione gli allievi dovranno portare a termine con successo almeno quattro immersioni in acque aperte, della durata di 15 minuti ciascuna, alla presenza di un istruttore scuba (preparazione, controllo pre-immersione, entrata in acqua, procedure di discesa, attività subacquea, precedure di risalita, emersione).

Infine, per essere certificato come Guida subacquea l’allievo dovrà spiegare cosa si intende per circuito aperto scuba, circuito semichiuso e circuito chiuso, spiegare come funziona un sistema di erogazione a circuito aperto, descrivere i vari tipi di erogatori e i vantaggi /svantaggi di ciascuno, descrivere la differenza tra sistema di erogazione bilanciato e non bilanciato, etc.
Per quanto riguarda la pratica, il subacqueo dovrà dimostrare di essere in grado di pianificare e preparare un’immersione, il che comprende – tra le altre cose – la conduzione di una valutazione ambientale, la preparazione di un piano di emergenza, l’organizzazione di un briefing pre immersione, la selezione e preparazione di aiuti per la discesa e la risalita. Per diventare "Guida subacquea", l’allievo deve avere al proprio attivo almeno 60 immersioni in acque aperte, delle quali 40 devono essere state effettuate dopo il conseguimento del Livello 2. In ogni caso, per garantire il più alto livello possibile di preparazione, almeno 30 di queste immersioni devono essere effettuate in condizioni ambientali critiche.


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