La Camera dei Deputati ha approvato il tanto contestato disegno di legge "Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori universitari", un provvedimento che " completa la nostra azione di rinnovamento dell’Università e porta il sistema universitario italiano a livello dei Paesi più avanzati", ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti.

"Anzitutto, con le idoneità nazionali abbiamo riportato serietà e trasparenza nel reclutamento dei docenti universitari, evitando il ripetersi di fenomeni di localismo, di clientelismo e di baronie; abbiamo definito un maggiore impegno dei docenti nella didattica a favore degli studenti; abbiamo previsto un aumento del trattamento economico complessivo dei docenti in base ai maggiori impegni di didattica e di ricerca e dei risultati conseguiti; abbiamo allargato la base dei giovani ricercatori, che potranno entrare nelle università grazie a un sistema che premia il merito e l’impegno; attraverso la chiamata diretta abbiamo dato la concreta possibilità ai più qualificati studiosi impegnati all’estero di inserirsi nel sistema universitario italiano; abbiamo creato un maggiore raccordo con il mondo produttivo attraverso le cattedre convenzionate e le convenzioni di ricerca". Così il Ministro ha riassunto gli aspetti più innovativi del disegno di legge.

"In conclusione – ha sottolineato Letizia Moratti – la riforma dello stato giuridico e del reclutamento dei docenti universitari e dei ricercatori si aggiunge alle riforme già realizzate dal Governo. Voglio ricordare in particolare il rafforzamento del sistema di valutazione della ricerca, attraverso il quale per la prima volta viene valutata anche la ricerca universitaria, e il nuovo sistema di finanziamento delle università non più basato sul solo numero degli iscritti ma anche sulla qualità, sul merito, e sui risultati, inclusi quelli della ricerca".

Ma ecco, nel dettaglio, i punti qualificanti del provvedimento approvato dalla Camera dei Deputati:

  • è introdotto un nuovo sistema di reclutamento dei professori universitari, che mira a garantire la qualità della docenza a livello nazionale, nel rispetto dell’autonomia degli atenei. In luogo degli attuali concorsi banditi dalle università, che hanno dato luogo a eccessivo localismo, insufficiente selettività e, talora, dubbi di trasparenza, viene introdotta una idoneità nazionale quale presupposto per la successiva chiamata da parte delle università, sulla base di trasparenti procedure di valutazione comparativa;
  • è introdotta la nuova figura di ricercatore a tempo determinato, essenzialmente dedicata all’attività di ricerca, che consentirà un massiccio ingresso di giovani nel sistema universitario, assicurando la necessaria formazione di professionalità elevate, sia per l’accesso alla docenza universitaria, sia per le esigenze del sistema produttivo, degli enti di ricerca, e più in generale del Paese;
  • coniugando equità e merito, è data soluzione concreta all’annoso problema dei ricercatori universitari, che da molto tempo lavorano nell’università e non hanno ad oggi avuto adeguate opportunità per l’accesso alla docenza. A favore di queste figure sono previste riserve e maggiorazioni nell’ambito dei giudizi di idoneità a professore associato, che in pochi anni consentiranno il passaggio di tutti gli attuali ricercatori nella fascia degli associati, una volta superato il giudizio rigoroso e selettivo di idoneità nazionale;
  • a tutti coloro che svolgono incarichi di insegnamento è attribuito il titolo di professore aggregato, quale riconoscimento dell’importante compito svolto;
  • è introdotta in via legislativa la possibilità di chiamata diretta, sui posti di professore ordinario e associato, di studiosi stranieri o italiani impegnati all’estero che abbiano conseguito all’estero una idoneità accademica di pari livello, così da favorire il "rientro dei cervelli";
  • sarà possibile attivare posti di professore straordinario di durata temporanea, sulla base di convenzioni con imprese o enti esterni, a totale carico dei medesimi;
  • sono previste convenzioni di ricerca con imprese o enti esterni, che potranno prevedere compensi aggiuntivi a favore dei professori che vi partecipano;
  • il trattamento economico dei professori universitari, che rimane articolato secondo il regime prescelto, a tempo pieno ovvero a tempo definito, è correlato all’espletamento delle attività scientifiche e all’impegno per le altre attività, fissato per il tempo pieno in non meno di 350 ore annue di didattica, di cui 120 di didattica frontale, e per il rapporto a tempo definito in non meno di 250 ore annue di didattica, di cui 80 di didattica frontale. Ai professori a tempo pieno è attribuita un’eventuale retribuzione aggiuntiva nei limiti delle disponibilità di bilancio, in relazione a ulteriori impegni nelle attività di ricerca, didattica e gestionale e ai risultati conseguiti.
  • i concorsi per la copertura dei posti di ricercatore universitario a tempo indeterminato potranno essere banditi fino al 30 settembre 2013, con una priorità per gli attuali contrattisti e assegnisti, per i dottori di ricerca e per i borsisti post-doc.

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