UTENZE. Gas, diminuiscono i decessi causati dagli incidenti
Diminuiscono i decessi causati dagli incidenti da gas combustibile relativi alla distribuzione tramite reti. A comunicarlo è il Comitato Italiano Gas (CIG) che ha reso noti i dati relativi al 2004. L’anno scorso infatti, gli incidenti nella distribuzione del gas canalizzato per usi civili, hanno fatto rilevare 196 incidenti, dei quali 12 mortali che hanno causato 22 decessi.
I dati dell’anno precedente (2003) avevano fatto registrare 188 incidenti, dei quali 26 mortali con 33 deceduti.
Per il secondo anno consecutivo il gruppo di lavoro che si occupa di rilevare gli incidenti, ha valutato come elementi di particolare "rischio" i seguenti:
1) Evoluzione del contesto sociale.
Sono considerati fattori determinanti:
- Il flusso migratorio verso il nostro Paese, i cui risvolti di integrazione sociale hanno riflessi tangibili sugli aspetti di sicurezza;
- L’invecchiamento progressivo di una parte della popolazione che impone un diverso atteggiamento nel "pensare" la sicurezza.
2) Carenza di manutenzione e confusione nell’utenza.
La frequenza nelle cause di incidente dovuta alla "scarsa attenzione agli obblighi di manutenzione", comincia a costituire un elemento di conferma all’ipotesi che si era affacciata gli scorsi anni, di pensare che oltre ad atteggiamenti superficiali da parte degli utilizzatori, ci possano essere anche ragioni di altro carattere, dalle quali non può essere esclusa quella di carattere economico .
Le molteplici disposizioni di legge, con particolare riferimento alle manutenzioni/verifiche/controlli degli impianti/apparecchi, alimentano anche un certo livello di confusione nell’utenza, che lamenta inoltre anche una carenza di informazione.
Considerazione quest’ultima supportata dall’esperienza dello Sportello CIG, al quale continuano a rivolgersi sempre più numerosi cittadini per richiedere informazioni, ragguagli e chiarimenti sugli obblighi da soddisfare.
L’esame dei dati porta a concludere che per evitare e/o ridurre gli incidenti da gas è necessario rispettare alcune semplici regole. Innanzitutto, come prevede la legge, è necessario provvedere alla verifica annuale (manutenzione) della caldaia, con particolare attenzione alle condizioni di pulizia dell’apparecchio, al corretto ed efficiente tiraggio del camino ed alle aperture di aerazione e ventilazione dei locali dove è installato l’apparecchio utilizzatore, che occorre mantenere libere e pulite.
Occorre prestare altrettanta attenzione agli apparecchi di riscaldamento non raccordati a condotto di evacuazione dei prodotti della combustione (quali ad esempio stufe) ed agli scaldabagni, provvedendo anche se la legge non prevede l’obbligo, a far eseguire pure su questi apparecchi e sull’efficienza del loro sistema di evacuazione, una verifica annuale.
Nel caso in cui coesistano apparecchi alimentati a gas e camini alimentati a legna, è indispensabile fare eseguire un controllo che accerti la corretta evacuazione dei prodotti della combustione della caldaia con il camino a legna in funzione. La forte aspirazione (tiraggio) della canna fumaria del camino a legna, infatti può impedire ai prodotti della combustione della caldaia di essere correttamente evacuati. Nei casi in cui non fosse possibile evitare la coesistenza tra apparecchi alimentati a gas e camini alimentati a legna, è necessario installare apparecchi a gas stagni rispetto all’ambiente (Tipo C).
Massima attenzione va posta all’aerazione dei locali per avere permanentemente una situazione di non pericolosità e idonea igienicità degli ambienti con permanenza di persone.
Spesso i principali problemi relativi agli impianti domestici a gas sono legati all’inefficienza delle canne fumarie e/o a non idonee condizioni dei canali da fumo.
Quasi mai è il gas stesso a mettere in pericolo la vita umana: diversamente i sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione sono frequentemente causa di incidenti. I controlli vanno quindi fatti alle scadenze previste e gli eventuali necessari adeguamenti non devono essere procrastinati.
Infine non bisogna sottovalutare sintomi, come cefalea o nausea, specie se ricorrenti o riferibili alla permanenza nell’abitazione. Talvolta, infatti questi malesseri possono dipendere dalla presenza di prodotti della combustione all’interno degli ambienti.
Il Gruppo di lavoro, ritiene inoltre necessario:
- Un’azione delle Autorità competenti per promuovere campagne di informazione per i cittadini che evidenzino con messaggi di immediato recepimento, i rischi connessi ad una non corretta utilizzazione dei gas combustibili e gli adempimenti in materia previsti dalla legislazione vigente;
- Continuare a sensibilizzare le Autorità competenti per una corretta valutazione dei riflessi socio-economici, poiché un corretto turn-over degli apparecchi vetusti ed il mantenimento degli impianti alimentati a gas in condizione di efficienza, porterebbe ad una sicura riduzione degli incidenti.
- Sensibilizzare tutti i soggetti interessati circa le problematiche relative alle canne fumarie, ai fori di aerazione in quanto non va dimenticato, nel contesto, che spesso alcune problematiche di specie insorgono già al momento della progettazione e costruzione delle stesse.

