Le associazioni dei consumatori (Assoutenti, Adoc, Adiconsum, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Legaconsumatori, Movimento Difesa del Cittadino) hanno inviato una lettera al Ministro della Politiche Agricole e forestali, Paolo De Castro per esprimere dissenso in merito al decreto che ha affidato ai Consorzi di Tutela l’incarico dei controlli sui vini a denominazione di origine. Per i Consumatori i Consorzi in quanto enti privati di diretta emanazione dei produttori non offrono le necessarie garanzie di terzietà e indipendenza e di trasparenza.

Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera:

"Signor Ministro,
Le scriventi Associazioni dei consumatori esprimono grave dissenso, ferma protesta e profonda delusione per la sua decisione di emanare il decreto con cui ha affidato ai Consorzi di tutela l’incarico dei controlli sui vini a denominazione di origine. Su questo provvedimento è stata espressa in più occasioni, per iscritto e verbalmente, a Lei ed al suo predecessore (che infatti aveva desistito) la ferma opposizione delle nostre organizzazioni, le quali hanno sempre sottolineato che i Consorzi di tutela, in quanto enti privati di diretta emanazione dei produttori – anzi, di quelli di maggiore dimensione visto che il potere decisionale interno dipende dai quantitativi prodotti da ciascuno -, non offrono le necessarie garanzie di terzietà e indipendenza.

Anche nell’ultimo incontro al Ministero del 15 giugno abbiamo ribadito che la riunione negli stessi soggetti delle figure di controllati e controllori viola i più elementari principi di trasparenza. Inoltre, riteniamo il provvedimento contrastante sia con l’orientamento della Commissione europea, la quale anche di recente si è espressa per un maggior rigore attraverso un ravvicinamento della materia dei vini a quella delle DOP/IGP (si veda la Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 22.06.2006), sia con la stessa legge attualmente in vigore, la n. 164 del 10.02.1992, la quale (art. 19), accanto ai compiti di tutela e di valorizzazione, assegna ai Consorzi in materia di controlli semplici funzioni propositive e consultive nei confronti delle Regioni e Camere di commercio interessate.

Oltre a queste considerazioni di sistema abbiamo ragione di ritenere che il tutto si tradurrà, oltre che in controlli meno attendibili, anche in più alti prezzi dei prodotti, visto che le strutture di controllo non saranno più soggetti pubblici capaci di assicurare costi contenuti ma organismi di diversa dimensione e consistenza che dovranno replicare gravi oneri di personale, attrezzature e costosi software dedicati, che saranno i consumatori a pagare. E’ evidente quindi che nel vivace contenzioso che si profila non potremo fare a meno di schierarci contro il Ministero.

Francamente la decisione ci sembra inspiegabile nel merito, nei tempi (era così urgente emanare il decreto a Ferragosto?) e soprattutto nel metodo, per il quale abbiamo seri motivi di disappunto e di profonda delusione rispetto alle nostre aspettative.
Lei ci parlò, a giugno, del suo Ministero come della " vera casa del consumatore", concetto ribadito nella lettera del 4 settembre a firma del Direttore Generale Carocci, ma ci ha del tutto ignorato, già in agosto, al momento di assumere decisioni che ci riguardano più da vicino.
Non solo. Abbiamo letto dai giornali di un "tavolo agroalimentare", da Lei promosso come di una sede in cui tutti i soggetti della filiera devono essere presenti e partecipi, e in effetti vi ha chiamato tutte le categorie, tranne le rappresentanze dei consumatori, che verrebbero invece isolate in un tavolo di consultazione a parte. Ci aspettiamo, insieme ad una spiegazione sulle ragioni della decisione, una Sua iniziativa che modifichi la situazione e riporti fiducia e franchezza di rapporti. In caso contrario si profilerebbe un vivace contenzioso fra Ministero e rappresentanze dei consumatori".

 

 

 

 

 

 

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